Mosaico
Este si trasforma in una piccola capitale europea della musica organistica. Il primo festival internazionale organistico “Città di Este” non è solo una serie di concerti, ma un racconto di rinascita e valorizzazione territoriale che coinvolgerà anche l’ensemble di giovani archi cresciuto in seno alla scuola civica di musica. Una sfida culturale che unisce il prestigio dei grandi maestri europei al cuore pulsante del territorio.
Il silenzio che solitamente accompagna i grandi restauri si trasforma oggi in una occasione di rinascita culturale per la città di Este. Mentre l’organo monumentale del duomo di Santa Tecla attraversa una delicata fase di recupero, il territorio ha scelto di non restare in attesa, ma di dare voce al suo patrimonio di strumenti storici. Nasce così un festival, sostenuto con vigore dall’assessore Luigia Businarolo, dall’azienda S.E.S.A. e soprattutto da mons. Franco Rimano, arciprete di Santa Tecla e i parroci delle chiese ospitanti, che non è solo una rassegna di concerti, ma un viaggio ragionato tra le architetture e i suoni di una città che possiede tesori organistici in condizioni eccellenti.
Il primo concerto in cartellone è il 28 marzo presso la chiesa di San Girolamo a Meggiaro, dove l’ungherese Levente Kuzma inaugurerà il percorso esplorando le profondità del repertorio barocco. Il dialogo internazionale proseguirà il 10 aprile con una serata dedicata alla scuola polacca, che vedrà protagonisti il soprano Angelika Rzewuska e l’organista Mateusz Rzewuski, portando una varietà di linguaggi musicali nella suggestiva cornice della chiesa di San Giovanni Bosco, all’interno dell’ex collegio Manfredini. Il cammino verso la riscoperta di queste “macchine sonore” vedrà poi l’italiano Fabio Zappon far risuonare le canne dell’organo di Meggiaro il 24 aprile, seguito il primo maggio dallo svizzero Jean Christophe Geiser, alle tastiere dello storico organo Mascioni della basilica delle Grazie.
Sempre in basilica, si svolgerà il 23 maggio l’ultimo atto della rassegna: la musica sinfonica troverà la sua massima espressione nel dialogo tra organo e orchestra. Qui, sotto la direzione di Andrea Albertin, la neonata orchestra filarmonica Città di Este, preparata dal maestro David Mazzacan, primo violino, eseguirà il primo concerto per organo di Händel, siglando un investimento concreto sui giovani e sul futuro, dimostreranno come la tradizione classica possa dialogare perfettamente con la modernità.
«Johann Sebastian Bach definisce l’organo il padre di tutti gli strumenti – spiega il maestro Andrea Albertin, organista solista – e credo che con questo festival dimostreremo quanto sia ancora attuale, nonostante sia uno strumento troppo spesso relegato alla sola funzione liturgica. Affrancarlo dal suo ruolo funzionale per mostrarne il virtuosismo è una sfida che porterà a Este visibilità internazionale».