Fatti
Il Bosco delle Querce, area naturale protetta nata nella ex zona A del disastro di Seveso (provincia Monza-Brianza), è tra i 13 siti che hanno recentemente ricevuto il Marchio del Patrimonio europeo, in quanto – è questa la motivazione – hanno un “ruolo chiave nella storia e nella cultura europea”. Quella del “Patrimonio” è una iniziativa dell’Unione europea che ha lo scopo di segnalare “radici e frutti” di una storia plurimillenaria, ricca di differenze ma anche di convergenze, che rimandano allo stesso motto Ue: “Unità nella diversità”. Una storia “inclusiva”, messa in luce in una interessante direttrice passato-futuro, anche per essere indicata alle giovani generazioni del continente.
“Testimonianze viventi”. Tra i nuovi siti premiati quest’anno figurano Landeszeughaus (Austria), Dominio e Museo reale di Mariemont (Belgio), Provadia e il centro di produzione del sale (Bulgaria); lo Spazio per la libertà di parola (Repubblica Ceca); il Paesaggio fluviale urbano di Pader (Germania). Sono già 80, in totale, i siti che fanno parte della rete nata all’interno del programma “Europa Creativa”; quattro sono italiani (Ventontene, il Forte di Cadine a Trento, l’area archeologica di Ostia antica, e Sant’Anna di Stazzema). “Dalle Catacombe di San Paolo a Malta al Patrimonio industriale di Varkaus in Finlandia, ogni luogo è una testimonianza vivente e un racconto, che cattura l’essenza della ricca storia e dell’evoluzione dell’Europa”, ha sottolineato Glenn Micallef, commissario Ue per la cultura, spiegando le ragioni delle scelte. Essi “danno vita alla storia comune dell’Europa”, ha proseguito il commissario, “offrendo alle persone l’opportunità di conoscere le radici dell’Europa e di trasformare le complessità del nostro passato in un dialogo vivo che collega le culture e dà forza ai giovani”. I 13 nuovi siti sono stati selezionati da una giuria di esperti indipendenti tra una rosa di 21 candidati. I vincitori saranno premiati con il Marchio del Patrimonio europeo, il 22 aprile a Bruxelles.
Il Bosco delle Querce. Situato a Seveso e Meda, nel nord Italia, il Bosco delle Querce è definito come “un potente simbolo europeo di responsabilità ambientale e resilienza collettiva”. Il parco è stato creato su un terreno contaminato dall’incidente industriale dell’Icmesa del 1976, uno dei più gravi disastri ambientali della storia moderna europea. “Quello che un tempo era un sito di devastazione ecologica è stato trasformato in un parco naturale protetto e in un luogo della memoria. Il disastro di Seveso ha segnato una svolta nell’approccio europeo al rischio industriale e alla tutela ambientale. Ha contribuito direttamente allo sviluppo della Direttiva Seveso, pietra angolare della legislazione europea in materia di sicurezza industriale e prevenzione degli incidenti rilevanti. Il Bosco delle Querce rappresenta quindi la traduzione della tragedia in apprendimento, regolamentazione e consapevolezza ambientale condivisi a livello europeo”.
Luoghi di Pace. Uno dei riconoscimenti quest’anno va a un insieme transnazionale di beni culturali europei, denominati “Luoghi di Pace”, che collega siti in Portogallo, Spagna, Ungheria, Slovacchia, Croazia e Bulgaria, dove furono conclusi trattati di pace tra il XIII e il XIX secolo. “Insieme, questi luoghi testimoniano la lunga e complessa storia europea di risoluzione dei conflitti, diplomazia e coesistenza negoziata oltre i confini”. Pur radicati in contesti politici, culturali e architettonici diversi, “i siti – ha spiegato la giuria – sono uniti dal loro ruolo nella definizione di accordi di pace che hanno rimodellato territori, relazioni di potere e sistemi di governance in tutta Europa. Questi trattati hanno introdotto principi di dialogo, compromesso e ordine giuridico che hanno gradualmente sostituito il confronto violento come mezzo per risolvere le controversie tra Stati e comunità”.