Chiesa
La promulgazione del decreto di venerabilità di padre Henri Caffarel, fondatore dell’Associazione “Equipes Notre Dame” e dell’Istituto Secolare “Fraternità di Nostra Signora della Resurrezione”, illumina con nuova forza la sua figura di sacerdote, guida spirituale e profeta del matrimonio cristiano.
Ne sono convinti Enza e Mauro Barlettani, responsabili per l’Italia delle “Equipes Notre Dame”, che commentano la figura del fondatore dopo l’autorizzazione alla promulgazione del decreto, approvato ieri da Papa Leone XIV.
“Un segno di enorme significato per chi, come noi, sta vivendo i frutti del suo pensiero e del suo insegnamento”, dicono in questa conversazione con il SIR. “Ed è importante non tanto (o non solo) per chi conosce bene questi frutti, ma soprattutto per aiutare a far conoscere ciò che è stato costruito a partire dalle sue intuizioni”: intuizioni che hanno dato vita alle Equipes Notre Dame in Francia nel 1939, per poi diffondersi in tutti i continenti.
Oggi sono presenti in oltre 90 nazioni, distribuite in 14.459 équipe, per un totale di circa 160 mila persone. In Italia, dove il movimento ha cominciato a diffondersi a Torino e a Roma alla fine degli anni ’50, le END sono 775, con 674 consiglieri spirituali e 3.503 coppie.
Un’iniziativa nata da quattro coppie di sposi, insieme a p. Caffarel, che hanno sentito l’esigenza di approfondire il significato del sacramento del matrimonio e hanno iniziato a interrogarsi su come renderlo concretamente un cammino di santità.
“Oggi – dicono Enza e Mauro – il contesto sociale appare fortemente cambiato: la scelta matrimoniale, più che essere ‘fuori moda’, sembra spaventare i giovani; le coppie sposate appaiono isolate e le comunità faticano a sostenere le famiglie nel nutrire il loro amore. Ma, a maggior ragione, l’esigenza di riscoprire la bellezza di questo sacramento ci sembra ancora attualissima, per permettere che l’amore umano di una coppia diventi davvero la strada attraverso la quale si manifesta al mondo l’amore di Cristo”.
Enza e Mauro fanno parte delle Equipes da 32 anni e si dichiarano “profondamente grati” a questa esperienza per averli aiutati a mantenere “vivo” il loro amore e ad accogliersi e donarsi così come sono.
Come coppia responsabile per l’Italia del Movimento, vivono oggi questa responsabilità come “un’opportunità straordinaria di accompagnare il cammino di coppie di ogni età”. Il cammino comune delle coppie e dei consiglieri spirituali – organizzati in piccole équipe – è “un aspetto imprescindibile di questa esperienza, che fa del sostegno reciproco e della complementarità tra le vocazioni una caratteristica preziosa e arricchente”.La proposta delle Equipes prevede impegni per la coppia, tra cui la lettura della Parola di Dio e il “dovere di sedersi” (un momento di spiritualità e dialogo “sotto lo sguardo del Signore”), riunioni mensili di équipe per pregare, sostenersi e confrontarsi su un tema di studio, nonché incontri periodici ai vari livelli territoriali, anche nazionali e internazionali. Tra questi, va ricordato quello che, nell’estate del 2024, ha portato in Italia, a Torino, circa 8.000 équipe provenienti da molti Paesi, per “pregare, formarsi e fare festa” in occasione del XIII Raduno internazionale sul tema “Andiamo con cuore ardente”.
Cosa porta le coppie, in Italia e nel mondo, ad apprezzare ancora oggi la proposta delle END? “Secondo noi, è il fatto che abbia una forte valenza spirituale, che parli in primo luogo alla coppia prima di parlare alla famiglia, che sia gestita da coppie e consiglieri in servizio temporaneo e non da ‘capi carismatici’ (rendendola un’esperienza ‘di riferimento’ e non ‘di appartenenza’) e che prepari e sostenga l’impegno al di fuori del movimento, nella vita di ogni giorno, nella Chiesa e nella società”.
La “grandezza” di p. Caffarel, infatti, è stata anche quella di “spingere le coppie delle END, forti del proprio amore fatto sacramento e sostenute dal cammino nel movimento, a diventare esempi di onestà e lealtà in ogni contesto e a essere missionarie in tutti gli ambiti che necessitano di cura, soprattutto quelli più vicini al proprio carisma (educazione e trasmissione della fede, preparazione al matrimonio, sostegno a coppie e famiglie in difficoltà…)”.
La sfida principale alla quale “ci sentiamo chiamati oggi – concludono Enza e Mauro – è quella di continuare a trovare nuove vie per mostrare, soprattutto ai giovani, che la coppia, la scelta del sacramento e la famiglia non significano chiusura ma, al contrario, libertà interiore e apertura, via di felicità e strada verso Dio”.