Donne e campagna, un binomio sempre più attuale. E centrale. Sono, infatti, quasi 200 mila (dati Coldiretti) le imprenditrici agricole italiane, pari a circa il 28 per cento delle aziende del settore. Una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. Una presenza confermata anche in provincia di Padova, dove le aziende “in rosa” sono quasi una su quattro.
Al recente convegno dedicato al ruolo strategico delle donne organizzato dalla Fao, le imprenditrici di Donne Coldiretti hanno raccontato alcune delle loro storie, che testimoniano un’Italia rurale che guarda al futuro con audacia. In Calabria Stefania Mazzotta ha trasformato la propria azienda in un presidio contro il caporalato; in Trentino Miriam Zenorini utilizza l’agricoltura come strumento di inclusione sociale; in Umbria Flavia Sbrolli trasforma le piante in colori naturali per tessuti. E nel Veneto? Le donne dimostrano ogni giorno una grande capacità di coniugare mestieri antichi con un’agricoltura moderna e innovativa e sono una presenza sempre più determinante nella vita economica e sociale delle campagne.
«Ogni giorno – racconta Valentina Galesso, padovana, presidente regionale delle agricoltrici di Coldiretti e titolare di una scuderia sociale e fattoria didattica a Bovolenta – le donne sono protagoniste nei mercati di Campagna Amica a chilometro zero, nelle fattorie didattiche e sociali, negli agriturismi, nelle cantine e nelle stalle, dove oltre ad assicurare la produzione di cibo sano e di qualità trovano anche il tempo per mantenere ruoli di rappresentanza nelle organizzazioni agricole e nelle comunità locali, contribuendo alla tutela del territorio e allo sviluppo delle aree rurali».
Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, e non a caso il 60 per cento delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green; cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata.
«Nell’ambito dell’Anno internazionale che Onu e Fao dedicano alla pastorizia e ai pascoli, ricordo in particolare – continua Galesso – le pastore e le malgare che in area montana realizzano progetti di vita oltre che professionali, e le donne del settore della pesca che continuano a battersi per il pieno riconoscimento dei loro diritti, a partire dalla previdenza assicurativa. Figure spesso silenziose ma fondamentali custodi di tradizioni secolari e allo stesso tempo promotrici di un’agricoltura capace di innovare, tutelare il territorio e garantire qualità alimentare».
Sono quasi 200 mila le imprenditrici agricole in Italia, pari a circa il 28 per cento delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. In Veneto Coldiretti rappresenta il 50 per cento delle imprese agricole femminili iscritte al registro camerale.