Si è svolta a Padova l’assemblea regionale di Fedagripesca Confcooperative Veneto, federazione che riunisce i settori di Confcooperative legati all’agroalimentare, dedicata a fare il punto sulla competitività delle filiere del comparto ma anche alle elezioni quadriennali. Il sistema vale oltre 7 miliardi di euro di fatturato e rappresenta 237 cooperative dei settori vitivinicolo, ortofrutticolo, lattiero-caseario, grandi colture e servizi, zootecnia e pesca. Coinvolge 36 mila famiglie socie e oltre 12 mila dipendenti, pari a circa il 60 per cento dell’agroalimentare veneto. A essere riconfermato presidente della federazione è stato Silvio Dani, già presidente del Consorzio di tutela dei vini Doc dei Colli Berici e Vicenza.
«Le filiere agroalimentari venete sono una straordinaria ricchezza per il nostro territorio – ha dichiarato Dani – ma oggi più che mai dobbiamo lavorare per rafforzarne la competitività. Questo significa favorire il ricambio generazionale, sostenere i giovani imprenditori e promuovere percorsi di aggregazione che rendano le cooperative più strutturate e capaci di affrontare le sfide dei mercati globali».
Proprio sul ricambio generazionale e sul fatto che il futuro delle filiere agroalimentari richiede un maggiore spazio per i giovani in quanto imprenditori che portano visione, competenze e nuove energie, gli intervenuti all’assemblea hanno insistito molto: «A questo proposito – ha dichiarato Paolo Tiozzo, presidente di Confcooperative del Veneto – stiamo lavorando in Regione con l’assessore alla formazione Valeria Mantovan proprio per far innamorare i giovani del nostro settore, raccontando come sia una bellissima alternativa imprenditoriale, dove fare carriera in relazione con il territorio e i soci, che può dare grandi soddisfazioni, non solo economiche ma anche personali».
Tiozzo ha ricordato poi che le attività degli agricoltori e allevatori sono legate al territorio, sono un presidio, e che non delocalizzano. Tradizione, innovazione, competitività, tracciabilità, qualità, sicurezza e radicamento territoriale sono le caratteristiche che contraddistinguono i prodotti delle cooperative venete, presenti sia nella grande distribuzione sia nei mercati internazionali. Accanto a grandi realtà orientate all’export operano cooperative profondamente radicate localmente, che valorizzano le produzioni tipiche attraverso filiere corte e vendita diretta.
Tra le priorità della federazione che sono emerse vi è la promozione delle Tecniche di evoluzione assistita (Tea), considerate una delle innovazioni più promettenti per l’agricoltura italiana. Queste tecniche, da non confondere con gli Ogm verso i quali viene mantenuta una decisa chiusura, consentono di sviluppare varietà più resistenti a malattie e stress climatici, migliorando la sostenibilità ambientale delle produzioni, mantenendo il legame tra varietà autoctone e territorio. Si è poi infine insistito anche sul tema della crescita dimensionale delle cooperative e sui processi di aggregazione, per rafforzare le imprese rendendole più competitive sui mercati globali.
«Le filiere agroalimentari – ha ricordato Raffaele Drei, presidente nazionale di Fedagripesca Confcooperative – non sono solo catene produttive, ma comunità di persone, competenze e responsabilità condivise. Un modello che continua a investire nei giovani e nell’innovazione per rafforzare la competitività delle imprese e valorizzare le eccellenze dal nord al sud del Paese e in particolare qui in Veneto, sui mercati nazionali e internazionali».
Fedagripesca riunisce i settori di Confcooperative legati alla produzione agricola e alimentare.
Vale il 20 per cento del Made in Italy agroalimentare; nel Veneto, invece, rappresenta 237 cooperative e vale il 60 per cento del comparto.