Chiesa
Sono i sorrisi e le grida delle centinaia di bambini dell’Acr, dell’iniziazione cristiana, dei gruppi scout – insieme a genitori, educatori, parroci, vicari parrocchiali – a portare, anche quest’anno, la gioia della festa in piazza delle Erbe a Padova. È un momento prezioso, e tra i più sentiti dell’anno, quello che permette all’Azione cattolica di uscire nelle strade e di vivere la città, abitando i suoi spazi e coinvolgendo, nella celebrazione della Domenica delle Palme, le vie e le piazze del centro storico.
«Il giorno della festa – racconta Samuele Zonta, il referente della commissione diocesana che organizza l’evento – si ha l’impressione di entrare in città quasi in punta di piedi, ma poi ci si sente subito a casa, ricordando le belle esperienze degli anni passati. Abitare la piazza ha poi per noi un significato molto speciale: è l’occasione per essere davvero un segno tangibile, non solo per i nostri soci che partecipano alla festa, ma anche per chi è di passaggio, o per chi si sta semplicemente godendo la città».
L’evento, che quest’anno è intitolato “S-Pace. Sguardo dall’alt(r)o”, si apre, come da tradizione, in piazza delle Erbe, con alcuni momenti teatrali, di ballo e di canto, per proseguire poi con la processione guidata dal vescovo Claudio lungo le vie cittadine. La conclusione, infine, nuovamente in piazza, con un momento di preghiera comunitario. «La presenza del vescovo – aggiunge Zonta – dà davvero quel “qualcosa in più” alla festa, perché le sue parole aiutano a far entrare anche i più piccoli nel cuore della celebrazione. Sono anche molto belli i momenti di gioia condivisi dai bambini con lui, nello scambiare due chiacchiere o nello scattarsi una foto insieme: piccole occasioni che permettono anche a loro di sperimentare la bellezza di essere Chiesa».
È infatti, questa, un’opportunità per tutti di vivere, insieme al vescovo e ai propri coetanei, una tappa importante in preparazione alla Pasqua, in un clima di divertimento, ma anche di preghiera e di riflessione condivisa. E l’obiettivo è di riuscire a estendere l’invito il più possibile: «Ci auguriamo – spiega infatti Beatrice Venturini, membro della commissione diocesana – che questa domenica diventi un’occasione sempre più ampia di aggregazione, rivolta ai ragazzi di Ac e dell’iniziazione cristiana, ma anche ai loro genitori, agli educatori, ai catechisti e agli scout».
A rendere significativa la festa sono, infatti, proprio gli incontri con persone di età e di provenienza diversa che condividono questo momento. «Credo – sottolinea Venturini – che sia davvero un’opportunità preziosa per fare esperienza di una Chiesa viva e giovane, che cresce insieme e che fa sentire la propria voce nel modo più bello, soprattutto in un momento storico così complesso». Il tema della pace è, quest’anno, posto al centro delle attività e delle riflessioni della festa, che accompagnano i partecipanti nel valorizzare l’identità e il senso di appartenenza non come motivo di chiusura, ma come opportunità per conoscere se stessi e per scoprire proprio nella diversità un ingrediente che dà sapore alle nostre relazioni.