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È un’opera discreta, silenziosa, quotidiana. Voluta nel 1887 da don Antonio Locatelli, rappresenta la prima e più antica opera caritatevole avviata dall’Associazione universale di S. Antonio (AUSA), che da 140 anni opera in città. Si chiama “Opera Pane dei poveri” e dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 11, distribuisce pane e generi alimentari alle persone più bisognose e fragili. Un servizio che non si è mai fermato in tutti questi anni e che rappresenta un approdo sicuro per molte famiglie e persone che vivono situazioni di disagio. La distribuzione del pane — ma anche di frutta, verdura e altri generi alimentari — avviene nella sede sotto i portici di via Cappelli a Padova, nelle vicinanze della basilica antoniana.
«Distribuire pane a chi aveva fame» era l’intenzione di don Antonio Locatelli, prete della diocesi di Padova che a fine Ottocento si impegnò nel diffondere la devozione a sant’Antonio fondando l’Associazione universale di S. Antonio (1886) e, successivamente, l’Opera Pane dei poveri (1887) e la rivista “Il santo dei miracoli” (1888).

Ora, a ridosso della grande festa del santo taumaturgo (13 giugno), è tempo di bilanci e di ringraziamenti, soprattutto per quanti sostengono AUSA: garantiscono pane e altri alimenti alle persone disagiate di Padova e provincia, ma anche i buoni scuola per i bambini di comuni in tutta Italia, senza dimenticare altre opere di carità in Italia e all’estero.
Il bilancio dell’Opera Pane dei poveri del 2025 registra purtroppo un incremento del 12,36% nella distribuzione del pane rispetto all’anno precedente, arrivando a 10 tonnellate e 484 chili di pane fresco consegnato a fronte di 10.669 richieste (9,38% in più rispetto al 2024). «È segno di una povertà che aumenta — sottolinea don Livio Tonello, presidente di AUSA — e di un disagio sociale sempre più evidente, con una media di richieste che varia dalle 40 alle 50 al giorno e una distribuzione che, da una media di 40-50 kg al giorno, sta raggiungendo in questi primi mesi del 2026 anche i 60 kg giornalieri».

Oltre alle 10 tonnellate e mezzo di pane, nel 2025 l’opera ha distribuito 6,5 tonnellate di frutta e verdura, ricevute attraverso Rete Solida e la collaborazione della cooperativa “Il graticolato”.
In tutto, nel 2025 hanno avuto accesso all’Opera Pane dei poveri 253 persone, a cui solitamente fanno capo nuclei familiari, con un incremento di 50 nuove registrazioni rispetto all’anno precedente. A ogni accesso può corrispondere una persona singola o una famiglia anche di notevoli dimensioni, con sette o più componenti. Circa un quinto delle richieste di aiuto (21%) arriva da persone con cittadinanza italiana.
Oltre a singoli e famiglie, l’Opera Pane dei poveri dona pane anche alle Cucine economiche popolari della Fondazione Nervo Pasini. Per il 2025 la spesa complessiva sostenuta per il pane, la distribuzione e la struttura è stata pari a 98.400 euro.
Al bilancio corrisponde anche il momento del grazie alla generosità dei molti benefattori e l’invito ad altrettanti a sostenere l’opera: «Con 32 euro si può assicurare il pane a una famiglia per un mese; con 98 euro si coprono tre mesi per una famiglia di medie dimensioni. Un piccolo contributo, che diventa fondamentale per molti».