Chiesa
«Uno degli spiritual più intensi che accompagnano le liturgie pasquali è sicuramente Were you there when they crucified my Lord? (C’eri tu alla croce di Gesù?) ed è proprio a partire da questa domanda che BET.Polo Biblico, associazione nata per la diffusione della conoscenza biblica e della sua importanza per ogni società e ogni cultura, vuole accompagnare i propri soci, e tutti quelli che vorranno aggiungersi a loro, nel cammino della Settimana Santa. Abbiamo infatti deciso di riflettere ogni giorno su una delle ultime sette parole che Gesù, stando ai quattro vangeli canonici, pronuncia sulla croce. Per “esserci” alla croce di Gesù, e per provare ad ascoltare quelle parole con la mente e con il cuore come momenti del cammino che ha portato il Nazareno a entrare nella morte». Introduce così, Marinella Perroni – biblista e vicepresidente di BET.Polo Biblico, l’iniziativa online in programma dalla Domenica delle Palme (29 marzo) al Sabato santo (4 aprile).
«Sono parole – continua Perroni – che possono trovare il loro senso e la loro forza solo se vengono dal silenzio. Nessuno di noi infatti può sapere chi c’era quel giorno, alla vigilia della pasqua degli ebrei, sotto quelle tre croci da cui pendevano tre uomini giustiziati. Non c’era nessuno, forse, salvo i soldati romani occupati nell’orribile compito di appendere al palo i condannati. Non possiamo dunque pensare che siano parole che rispecchiano la nuda cronaca di un avvenimento, avvenuto nella Palestina romana quasi duemila anni fa, fuori delle mura della città santa agli ebrei».
E ancora: «Ognuno degli evangelisti, e ciascuno di loro in modo diverso, ha fatto parlare quel silenzio e dato così a quella morte un’apertura di senso e una ricchezza di significati, la ha raccontata come evento che, dopo la resurrezione, ha preso esso stesso, pur nella sua ferocia, la forza di un annuncio di salvezza. E quelle ultime sette parole di Gesù in croce sono diventate parole che trasmettono l’“evangelo”, la buona notizia, anche ai discepoli delle generazioni successive che, così, hanno potuto “esserci” alla croce di Gesù. Giovanni lo ha fatto immaginando che lì, a partire da quella croce, abbia avuto inizio una nuova vita per coloro che, avendo riconosciuto in Gesù, il figlio di Maria, il Messia e il Figlio di Dio, sono diventati la comunità dei discepoli del Risorto (Gv 19,25). Gli altri evangelisti lo hanno fatto, invece, solo attraverso quelle parole che trasfigurano la croce del supplizio nel “luogo” in cui si compie l’incontro con Dio. E quella croce non è rimasta allora muta come le altre infinite croci che i Romani hanno piantato lungo le strade».
Quest’anno, BET.PoloBiblico intende allora scandire i giorni della settimana santa riprendendo una pratica che si tramanda fin dal lontano Medioevo e che ha continuato a tenere viva la fede della chiesa. In molti modi, con parole e musica. Le riflessioni, proposte da Gabriele Pelizzari e Marinella Perroni, saranno perciò accompagnate dalla composizione Le ultime sette parole di Cristo sulla croce con cui Franz Joseph Haydn ha magistralmente tradotto in musica strumentale le parole che Gesù pronunciò durante la crocifissione. L’oratorio di Haydn si compone di sette sonate dal tono profondamente meditativo, introdotte da una maestosa ouverture e concluse da un drammatico “terremoto”, evocativo di quello che, secondo il Vangelo secondo Matteo, suggellò la morte di Gesù (Mt 27,51).
«Vogliamo fare insieme questo cammino di riflessione per rivivere la Pasqua di Gesù, ma anche perché desideriamo e speriamo che in questo tempo di passione per il mondo anche la Via Crucis di milioni e milioni di uomini e di donne possa arrivare all’alba della resurrezione».
Per partecipare: betpolobiblico.eu