La Veglia pasquale – chiamata la “veglia delle veglie” – è il momento culminante di tutto l’anno liturgico; a essa converge il Triduo pasquale che collega la passione di Gesù Cristo alla sua Risurrezione: nel Triduo la Chiesa celebra un unico mistero per indicare al credente che non ci può essere una vita di unione a Cristo senza prima morire al peccato, a tutto ciò che costituisce il vecchio mondo. Per questo motivo, dalla Veglia pasquale sgorgano i sacramenti dell’iniziazione cristiana: essi fanno nascere a vita nuova coloro che, nel Rito di Ammissione al catecumenato, avevano chiesto il dono della fede per ricevere la vita eterna, cioè la vita dell’Eterno in noi. Ognuno arriva con la sua storia di ricerca, è passato attraverso la consapevolezza del proprio peccato grazie agli scrutini celebrati in parrocchia, e ora giunge al fonte battesimale per morire con Cristo e nascere a vita nuova. In Cattedrale sono dodici a ricevere i sacramenti. Salvatore, un giovane operaio; Bryan David, uno studente della scuola alberghiera; Kairat Gabriele, universitario del Kazakistan; Edina, una barista che viene dall’Ungheria; Lorenzo, agente immobiliare; Florind Florindo, albanese, laureato in economia internazionale e titolare di un negozio a Venezia; Arber Paolo, albanese, laureato in legge, lavora come giurista d’impresa. E ancora: Antonino, medico in pensione; Artur, albanese, laureato in economia, lavora come consulente in analisi dei dati; Gregorio, studente al liceo classico; Leila, laureata in ingegneria gestionale; Gian Marco, commercialista. Nelle rispettive parrocchie, ricevono i sacramenti coloro che hanno figli piccoli o abitano lontano da Padova e i ragazzi catecumeni. Una vera ondata di grazia che può risvegliare in ciascuno la gioia di sapere che «per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rom 6,4).