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Torna il premio Camposampiero di poesia religiosa. In anticipo rispetto alla tradizionale data dell’8 dicembre, la cerimonia di assegnazione della 27a edizione si svolgerà quest’anno il 12 aprile.
Il concorso nazionale biennale, nato nel 1972 da amministrazione comunale e Lions Club, promuove il valore universale della poesia e quello particolarissimo della poesia religiosa. Nel tempo si è ritagliato un ruolo originale nel panorama letterario italiano, valorizzando una forma poetica esigente, in cui il “senso del divino” si coniuga con una piena dignità estetica.
Dopo un’accurata selezione, saranno tre gli autori a contendersi il riconoscimento nella cerimonia conclusiva. Presiede la giuria la scrittrice Antonia Arslan affiancata da fra Lino Breda, studioso di spiritualità e biblista, Giovanni Gazzaneo, giornalista e critico d’arte, Alessandro Rivali, poeta, Stefano Valentini, giornalista-editore.
Quattro gli appuntamenti in programma fino alla premiazione. Si parte sabato 4 aprile, alle 10.45 in sala Filarmonica, con l’inaugurazione della mostra fotografica “La distanza che rimane” di Federico Vespignani, dedicata alla storia di un migrante honduregno; dialoga con l’autore la curatrice Francesca Franzon. Venerdì 10, alle 10.30 al teatro Ferrari, la compagnia Attori per Caso porta in scena Le allodole nel deserto, ispirato al romanzo di Antonia Arslan, in collaborazione con l’istituto superiore Newton Pertini. Sabato 11, alle 17.30, ancora in sala Filarmonica, dialogo su “Attualità di Daniel Varujan”, con Arslan, Breda e Gazzaneo e interventi musicali al duduk di Claudio Fanton. Si chiude il 12 alle 10, all’auditorium dei Santuari Antoniani con il ricordo della filosofa Siobhan Nash Marshall, storica giurata scomparsa nel 2025 e poi la premiazione. Conduce Laura Pisanello, letture affidate all’attore Federico Pinaffo. Un’edizione che conferma la vitalità di un premio capace di unire poesia, spiritualità e impegno civile.