Fatti
Un sospiro di sollievo per le 581 pro loco del Veneto sul fronte della riforma del Terzo settore. Lo scorso sabato 28 marzo, all’interno del teatro Sala Arena di Sandrigo, in provincia di Vicenza, la sezione veneta di Unpli, l’associazione nazionale che riunisce le pro loco, ha promosso un vertice tra dirigenti delle stesse pro loco, commercialisti e vertici nazionali per fare chiarezza sulle nuove norme fiscali. L’incontro ha dissipato i timori maggiori, quelli legati alla fiscalità: per la maggior parte delle associazioni – con ricavi commerciali sotto agli 85 mila euro – scatterà il nuovo regime forfettario dell’articolo 86, che prevede un coefficiente di redditività del 3 per cento e la non assoggettabilità all’Iva come, invece, accade per il regime forfettario.
Altro punto cruciale è quello che riguarda le sagre: il giurista Gabriele Sepio, presente all’incontro, ha confermato come la somministrazione di cibi e bevande, se legata alla promozione di prodotti tipici e territori, rientri tra le attività di interesse generale, e non può essere dunque classificata come commerciale. «Affinché le nuove norme fiscali siano interpretate correttamente, portando benefici alle nostre pro loco, è necessario avvalersi di commercialisti adeguatamente formati sul Terzo settore – ha evidenziato Rino Furlan, presidente di Unpli Veneto, ipotizzando la creazione di un organismo di assistenza fiscale dedicato come si sta già facendo sulla contabilità. «Le novità incutono paura, ma avete alle spalle un’organizzazione forte», ha inoltre rassicurato il presidente nazionale Unpli, Antonino La Spina.
Tra i vari presenti anche Antonio De Poli che, in qualità di questore del Senato, ha annunciato l’imminente approvazione della legge per la sburocratizzazione delle procedure per l’organizzazione delle manifestazioni territoriali.