Fatti
Assoluta novità anche per Bovolenta, il confronto tra candidati sindaci organizzato in questo caso dai quattro circoli di Noi associazione presenti nel Comune che ha visto accorrere oltre 200 cittadini per ascoltare le risposte di Anna Pittarello, che ha vinto le elezioni per il suo terzo mandato da sindaco per un soffio – appena 13 voti il distacco – sullo sfidante Michele Melato.
A porgere le domande sintetizzate dai circoli, nella serata di venerdì 22 maggio, è stata anche in questo caso la vicepresidente del Consiglio pastorale diocesano Francesca Schiano che ha ricordato come il potere non sia mai possesso, ma qualcosa che si riceve in affidamento temporaneo, che i candidati non devono trattare i cittadini come clienti a cui fare promesse finalizzate al solo consenso e, infine, che l’esercizio amministrativo ha bisogno di una minoranza attiva e consapevole che ha ricevuto a sua volta la fiducia di una parte della popolazione.
Il focus delle questioni poste alla riconfermata sindaco e a Melato è stato posto immediatamente sulla crescita della popolazione anziana a Bovolenta e sui servizi che vanno attivati in merito, tenendo anche conto che il 2027 sarà l’anno dell’avvio degli Ambiti territoriali sociali in tutta la regione Veneto. Si è passati poi al mondo giovanile e alle sue fragilità, chiedendo quali interventi mettere in campo dopo la recente firma del Patto educativo di comunità con la parrocchia di Bovolenta e l’istituto comprensivo.
In terzo luogo, la vita sociale del paese, che rischia di diventare un “dormitorio” per famiglie che non partecipano alle associazioni e alle iniziative. L’attenzione si è poi spostata sulle attività produttive che nei vari settori, dall’agricoltura all’industria e dall’artigianato al commercio e al terziario, contano ancora realtà positive per la crescita del tessuto economico: i candidati hanno dato la loro ricetta per promuovere e sostenere queste realtà, per poi concentrarsi anche sullo sviluppo del turismo lento e in particolare su i prodotti tipici locali, la mobilità lenta, nuove aree paesaggistiche, i luoghi della memoria collettiva e valorizzando, in particolare, la notevole storia culturale e fluviale. Infine due passaggi sul complessità della vita delle frazioni presenti in un Comune dalle piccole dimensioni che potrebbe imporre la fusione con altri.