Idee
Un porto sicuro, nonostante fuori i venti dei conflitti soffino forte oppure, dentro, il disagio venga armato dalla solitudine. La scuola deve essere questo: un’ansa nella vita dei ragazzi, in cui trovare rifugio, basi solide per rispondere ai rifiuti e costruire successi. Alla 81ª Assemblea nazionale della Federazione istituti di attività educative (Fidae), oggi a Roma nella Curia dei Padri Passionisti, il confronto sarà incentrato sul mondo delle scuole cattoliche italiane, chiamate oggi a leggere il presente e a costruire nuove prospettive educative tra complessità sociali, trasformazioni culturali e innovazione normativa.
“I venti di guerra alimentano un clima di tensione ma noi non vogliamo cedere alla tentazione dello scoraggiamento”, dichiara la presidente nazionale della Fidae, Virginia Kaladich, che ricorda lo slogan di una Giornata della Pace di qualche anno fa: “La pace si può, comincio io”. “Ce l’ho ancora stampato dentro – dice –. Dobbiamo avere il coraggio di dire ai nostri ragazzi: ‘Comincia tu. Tu hai in mano la possibilità di costruire la pace, non limitandoti a protestare perché ci sia, ma diventando capace di generarla concretamente, anche nei piccoli conflitti quotidiani”.
Educare alla speranza,
tema scelto quest’anno per l’Assemblea nazionale, significa proprio questo: la scuola, e in particolare quella cattolica, deve essere sempre più un porto sicuro per i nostri ragazzi, nonostante le tempeste. Ed infatti, in un’epoca caratterizzata da incertezze educative e profonde trasformazioni sociali, la scuola cattolica sente l’urgenza di rilanciare la propria missione, attraverso la valorizzazione della persona e la cura dei legami umani, con l’obiettivo di trasformare l’ambiente scolastico in una vera e propria comunità capace di educare insieme.
“L’educazione – spiega Kaladich – non è solo trasmissione di conoscenze, ma responsabilità verso il futuro a cui siamo chiamati noi operatori scolastici in primis, ma insieme a tutti gli altri stakeholder”.
Uno dei temi su cui la Federazione è impegnata in prima linea da anni è il bullismo. “Fidae – commenta la presidente – è stata la prima realtà che nel 2017 ha proposto all’Uni, l’Ente italiano di normazione, di creare una prassi per la prevenzione e il contrasto al bullismo. Siamo riusciti a concretizzare questo progetto nel 2018, offrendo alle scuole che seguivano il percorso una specifica certificazione. Dopo alcuni anni è intervenuto il ministero con delle linee guida che hanno tratto molto dalla nostra esperienza, e ne siamo felici perché ciò che conta davvero è il contenuto. A quel punto non aveva più senso portare avanti una prassi parallela, così la Fidae ha compiuto un ulteriore passo avanti creando il protocollo ‘Scuola Sicura’. Questo nuovo strumento va oltre la prevenzione del bullismo per abbracciare la protezione dei minori a tutto tondo, includendo anche la sicurezza delle strutture scolastiche, un aspetto che riteniamo fondamentale. Si tratta di un lavoro importante che sta crescendo di settimana in settimana, con un numero sempre maggiore di scuole che completano l’iter. La Fidae si reca personalmente presso gli istituti per consegnare l’attestazione, un riconoscimento che non è permanente, poiché i requisiti previsti dal protocollo vengono verificati periodicamente. Le scuole stanno rispondendo con grande entusiasmo: la settimana prossima sarò a Firenze per una consegna, mentre due settimane fa ero a Palermo, a testimonianza di un impegno che attraversa tutta l’Italia”.
Ma oltre alla missione educativa, c’è anche l’aspetto gestionale e organizzativo per le tante realtà scolastiche. Negli ultimi mesi, le novità più importanti sono state rappresentate dalla esenzione dell’Imu, inserita nella legge di bilancio 2026, e la previsione del contributo su base regionale del buono scuola. “Il bilancio è decisamente positivo – commenta la presidente –, segnato da traguardi storici raggiunti attraverso l’impegno e la stretta sinergia con la Conferenza Episcopale Italiana, con il card. Zuppi e con il presidente del Consiglio nazionale della scuola cattolica, mons. Giuliodori, con cui abbiamo vissuto un’intensa attività di collaborazione nel dialogo con il governo. Questo aspetto è fondamentale:
non abbiamo l’ambizione di essere protagonisti solitari, ma desideriamo camminare insieme alla Chiesa.
Il percorso ci ha premiato perché preferiamo compiere piccoli passi significativi piuttosto che essere una voce fuori dal coro. Come mons. Giuliodori ci ha ricordato più volte, infatti, è solo restando uniti che si può ottenere di più e si possono chiedere traguardi importanti”. Il risultato più importante sottolineato dalla presidente riguarda lo sblocco di un fondo storico per i contributi alle scuole paritarie. “Fermo da circa quindici anni e a rischio tagli – spiega –, il fondo ha ottenuto un incremento di 87 milioni di euro grazie alla legge di bilancio 2026, offrendo una boccata d’ossigeno in particolare per il sostegno alla disabilità e per le scuole secondarie, attualmente tra le realtà più penalizzate”.
Nonostante il decreto ministeriale sia stato emanato tempestivamente a febbraio,
la Fidae segnala la necessità di monitorare con attenzione l’operato degli Uffici scolastici regionali, che registrano ritardi nell’attuazione pratica e nella ripartizione dei fondi.
Per questo motivo, la presidenza nazionale sta coordinando i presidenti regionali affinché interloquiscano efficacemente ai tavoli locali, garantendo che le risorse arrivino concretamente alle scuole, alle famiglie e ai docenti senza subire ulteriori rinvii burocratici. Allo stesso tempo, “resta alta l’attenzione sul buono scuola – conclude –, per il quale attendiamo i decreti attuativi necessari a renderlo pienamente operativo per il prossimo anno scolastico”.