Mosaico
«Il mio sogno è che la forza della poesia possa ricucire le tante crepe che affliggono il nostro oggi». Queste le prime parole di Giordana Duca nel ricevere il premio Camposampiero di poesia religiosa, alla sua ventisettesima edizione, durante la cerimonia svoltasi ai Santuari Antoniani di Camposampiero domenica 12 aprile. La poetessa ha vinto con Isole, opera pubblicata lo scorso anno per Fara edizioni.
A decretare la vittoria della sezione Opere edite la giuria, presieduta dalla Arslan e composta dal biblista Fra Lino Breda, dal giornalista e critico d’arte Giovanni Gazzaneo, dal poeta Alessandro Rivali, dal giornalista ed editore Stefano Valentini.
Nata ad Ancona, ma residente da anni a Urbino, Duca si è definita «una contadina che ha potuto studiare». Oltre a poesie, ha pubblicato libri di narrativa e scrive anche in neo-dialetto urbinate. La raccolta Isole è stata premiata proprio per la molteplicità di colori, paesaggi, anime. Ognuna delle otto sezioni della raccolta rappresenta una diversa “isola”, un microcosmo poetico che si fa testimone dell’esperienza umana e spirituale dell’autrice. A tenere insieme le isole poetiche è soprattutto l’amore, cordone che spinge fuori e poi riconduce a sé il ricordo dei propri cari e della casa d’infanzia, la gratitudine verso la città d’adozione, gli affetti familiari, le speranze di rinnovamento per l’umanità intera.
La poetessa marchigiana, ha preceduto Leda Erente, Questa notte non posso aprire gli occhi, FirenzeLibri, seconda classificata, ed Eleonora Nitti Capone, Per fede essi chiusero le fauci dei leoni, peQuod, sul terzo scalino del podio.
La presidente Antonia Arslan ha evidenziato la qualità delle opere in gara: «Si tratta di un concorso che in mezzo secolo di vita si è ritagliato uno spazio importante ed autorevole nel panorama dei premi letterari italiani. Questo consente una selezione già a monte e che, anche in questa edizione, ha permesso di esaminare e giudicare opere di indubbio valore letterario. Da più di mezzo secolo il Camposampiero promuove il valore universale della poesia e quello particolarissimo della poesia religiosa: una scelta non facile, ma di cui gli organizzatori devono essere orgogliosi».
La Giuria ha deciso anche alcune segnalazioni: Danila Di Croce, Ciò che vedo è la luce, Tamara Vitan, La salvezza compie passi piccoli, Gianluca Chemini, Anima e lenzuola, Paolo Polvani, Miracoli del giorno. Un riconoscimento alla carriera è andato allo scrittore, poeta e teologo don Angelo Casati di cui è stata sottolineata la poesia intensa e raffinata, intrisa di spiritualità. Durante la cerimonia, presentata da Laura Pisanello, si è svolto un dialogo tra i giurati ed i premiati, impreziosito dalla lettura delle poesie a cura dell’attore Federico Pinaffo.
Toccante il ricordo che Arslan ha fatto della scrittrice, filosofa, critica letteraria Siobhan Nash-Marshall, scomparsa nel 2024. Dal 2009 giurata del Premio Camposampiero, Nash-Marshall in più occasioni, anche a Camposampiero, aveva fatto risuonare coraggiosa e limpida la sua voce.
«Il nostro Premio è questo: vive grazie alla poesia e dalla poesia prende vita – ha sottolineato con soddisfazione la sindaca Katia Maccarrone – Ci rendiamo conto che non si tratta di una proposta facile per il grande pubblico, sentiamo tuttavia la responsabilità di un’iniziativa di alto valore letterario e siamo orgogliosi di sostenerla, promuovendola anche ai giovani e alle scuole, anche grazie all’apporto del Lions Club Camposampiero che co-organizza il Premio dal 1972 del Comitato Organizzatore che svolge un ruolo fondamentale, della Pro Loco e degli sponsor che sostengono il premio con generosa sensibilità».