Mosaico
Spiritus Mundi è una realtà nata nel 2016 con l’obiettivo di ricreare frammenti di bosco planiziale nella pianura veneta. Nel corso degli anni ha promosso diversi progetti di riforestazione partecipata nel nostro territorio, restituendo alla pianura piccoli ma preziosi nuclei di biodiversità.
L’idea alla base è semplice quanto ambiziosa: ricostruire, passo dopo passo, quegli ecosistemi naturali che per secoli hanno caratterizzato il paesaggio della pianura padano-veneta e che oggi sopravvivono solo in rare testimonianze. Ogni bosco nasce attraverso una progettazione botanica attenta alle specie autoctone e grazie al coinvolgimento diretto della comunità locale, chiamata a partecipare in prima persona alla messa a dimora. Appena messe a dimora le piante, ancora giovani e poco appariscenti, sembrano quasi confondersi tra l’erba del prato, ma con il tempo cresceranno forti e vigorose.
Proprio la pazienza e la capacità di guardare al futuro sono alla base di questi progetti: i boschi che nascono oggi diventeranno negli anni veri e propri polmoni verdi, destinati a restare come patrimonio del territorio e delle generazioni future; basti osservare i progressi del primo impianto, il “Bosco vivo” di Polverara, che oggi, dopo otto anni, appare magico e maestoso. «È nato su di un’area agricola destinata a seminativo e vivaio di specie arboree ornamentali e ha una estensione di 15 mila metri quadrati. A oggi è il nostro impianto più rappresentativo, non solo perché è quello più maturo, ma anche perché è l’unico a essere stato gestito nei cinque anni post impianto direttamente da noi» spiega Christian Marcolin, presidente di Spiritus Mundi. Da allora sono stati realizzati i boschi di Roncajette, Abano, Limena, Rubano, Casalserugo, Maserà, Legnaro, Albignasego, Borgo Veneto, Piove di Sacco, Selvazzano, Saonara.
Ultimo in ordine di tempo il “Bosco vivo” di Padova. «A fine marzo abbiamo organizzato il nuovo bosco di Voltabarozzo, che in un’area di 10 mila metri quadrati ospita circa 1.100 alberi e arbusti autoctoni di pianura. L’intervento è stato progettato con rigore scientifico e realizzato grazie alla partecipazione attiva di volontari e cittadini. Inserito all’interno di un parco cittadino, il bosco crescerà negli anni valorizzando l’intera area circostante, sia dal punto di vista paesaggistico sia da quello ecologico – aggiunge Marcolin – Fondamentale, come sempre, è il lavoro di rete tra realtà diverse. Il Comune di Padova seguirà la manutenzione dell’area nei prossimi anni, mentre il progetto è stato reso possibile anche grazie al sostegno dei Club Rotary Padova, Padova Contarini e Padova Est, che hanno contribuito alla raccolta dei fondi necessari per la realizzazione e per l’acquisto delle piante. Accanto a loro collaborano anche associazioni locali, tra cui Legambiente, impegnate a costruire una presenza attiva di cura e tutela del territorio. Ma il vero cuore dell’iniziativa resta la partecipazione dei cittadini».