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Un supporto abitativo per studenti rifugiati. Il progetto Arrupe coinvolge dieci ragazze e ragazzi
Il progetto Arrupe coinvolge dieci ragazze e ragazzi
FattiIl progetto Arrupe coinvolge dieci ragazze e ragazzi
«Con questo progetto scriviamo una pagina importante della storia del sociale nella nostra città». Con queste parole Margherita Colonnello, assessora al Sociale del Comune di Padova, ha presentato, la scorsa settima, la seconda edizione del progetto Arrupe promosso dall’associazione Popoli insieme che da oltre trent’anni opera sul nostro territorio per garantire a persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate gli strumenti e le opportunità per inserirsi adeguatamente nella comunità. Il progetto Arrupe ha l’obiettivo di offrire supporto abitativo, burocratico e formativo a studentesse e studenti rifugiati che studiano nell’ateneo patavino. «Il nome che abbiamo scelto non è casuale – spiega Anna Tosetti, responsabile di Arrupe per l’associazione Popoli Insieme – È, infatti, quello del gesuita padre Pedro Arrupe che dopo aver toccato con mano l’esperienza dei rifugiati nel Sud-est asiatico, intuì che la questione migratoria si sarebbe amplificata e sarebbe diventata strutturale. Così fondò, nel 1980, il Jesuit refugee service, il servizio dei gesuiti per i rifugiati, di cui la nostra associazione è parte». Gli studenti che arrivano a Padova da diverse parti del mondo grazie a borse di studio messe a disposizione dall’Università di Padova (come quelle dei corridoi umanitari Unicore dell’Agenzia Onu o Unipd 4 Afghanistan oppure Crui per rifugiate e rifugiati) possono partecipare al bando del progetto Arrupe e avere la possibilità di vincere un alloggio all’interno delle residenze Messori; Antonianum; collegio Don Mazza, con le tre residenze Tosi, Job campus e Scopoli, e residenza familiare Marilena e Gabriella. Il progetto si è svolto in fase sperimentale nell’anno accademico 2022- 2023 con l’accoglienza di cinque studenti. Considerato il buon esito della prima edizione per quest’anno sono stati aumentati a dieci i posti a disposizione per il bando. Gli studenti oltre a ricevere l’alloggio hanno, anche, la possibilità di vivere a pieno la vita dei collegi che li ospitano attraverso il loro coinvolgimento in momenti conviviali, spirituali e culturali. Tutta la comunità delle residenze si prende in carico i ragazzi rifugiati con la conseguenza di un reciproco arricchimento umano. Gran parte della promozione del bando tra gli studenti è affidata all’area Relazioni internazionali dell’Università di Padova.
La testimonianza della studentessa Brigitth: «Trovare un posto a Padova è molto difficile, ma se siamo qui vuol dire che ce l’abbiamo fatta. Grazie a Popoli Insieme ho potuto trovare un posto pieno di energie positive, persone fantastiche, un luogo dove sto crescendo insieme a tanti altri amici. Questo per me rappresenta la residenza Messori. Ho imparato ad ascoltare, essere attenta alle piccole cose, pensare in grande. Noi apparteniamo a Paesi diversi e abbiamo diverse culture, ma è un’opportunità per integrarci in un nuovo mondo»