Fatti
In memoria di Matteo Toffanin. Nasce a Ponte San Nicolò il presidio di Libera
Ponte San Nicolò È nato da poco il presidio di Libera dedicato al giovane Toffanin, ucciso per errore nel 1992. «Colma un enorme vuoto nella sua città»
FattiPonte San Nicolò È nato da poco il presidio di Libera dedicato al giovane Toffanin, ucciso per errore nel 1992. «Colma un enorme vuoto nella sua città»
Lo scorso 25 settembre è stato inaugurato a Ponte San Nicolò il presidio Libera intitolato alla memoria di Matteo Toffanin, giovane sannicolese vittima innocente di mafia. Toffanin, a causa di uno scambio di persona, fu ucciso a Padova il 3 maggio del 1992. Aveva 23 anni. «Da qualche anno partecipo agli incontri del presidio di Camposampiero e in quelle occasioni mi è stato suggerito di avviarne uno anche a Ponte san Nicolò – spiega la referente del nuovo presidio Mariarosa Bisato – Poi, nel maggio di due anni fa, durante una commemorazione dedicata proprio a Matteo e organizzata dalla nostra amministrazione comunale, nella piazzetta dedicata alle vittime della mafia, confrontandomi con l’assessore Alessia Gasparin e Stefania Beis, del coordinamento Libera di Padova, con cui è nata una proficua collaborazione, il progetto del presidio ha iniziato a diventare concreto». Quello nel Paese natale di Matteo Toffanin è un presidio che, come prosegue Bisato «colma un enorme vuoto. Com’era possibile che, proprio la città di Matteo, non ne avesse uno? Una grandissima spinta alla realizzazione di questo luogo di memoria ci è arrivata dalla tenacia di Cristina Marcadella (al tempo fidanzata di Matteo, ndr) che, quel 3 maggio del 1992, era in auto con Matteo in via Tassoni, a Padova, di ritorno da una bella domenica trascorsa con gli amici al mare e che miracolosamente è scampata all’attentato. Cristina oggi è referente Libera dei familiari delle vittime innocenti delle mafie per la Regione Veneto, pertanto il presidio a Ponte san Nicolò costituisce un grande orgoglio sul versante della memoria, che è un pilastro dei principi dell’associazione fondata da don Ciotti. Come pure motivo di orgoglio è la presenza, tra i firmatari del Patto di presidio, di persone che hanno conosciuto direttamente Matteo e i suoi familiari». Infatti, il nuovo presidio è costituito da persone provenienti da diverse esperienze, anche associative, accomunate dal desiderio di creare una rete e fare memoria. Come ha spiegato Cristina Marcadella in occasione dell’inaugurazione: «Senza tutta la comunità che dal 2017 a oggi ha abbracciato la nostra storia facendola propria Matteo non avrebbe memoria».