Superiamo l’omolesbotransbifobia: il 15 maggio la veglia diocesana
Venerdì sera i gruppi Il Mandorlo, Emmanuele ed Effatà propongono a tutta la Chiesa di Padova un momento di preghiera e testimonianza per abbattere pregiudizi e costruire comunità inclusive. La presenza del vescovo, un segnale di incoraggiamento per i cristiani Lgbtq+.
Sarà il vescovo Claudio a presiedere, quest’anno, la veglia per il superamento dell’omolesbotransbifobia, in programma la sera di venerdì 15 maggio, alle 20.45, nella chiesa di San Bartolomeo a Montà. A proporla, a tutta la Chiesa di Padova, i gruppi Il Mandorlo, composto da giovani cristiani Lgbtq+, Emmanuele, riferimento per adulti, e dal gruppo Effatà in cui si ritrovano i genitori di persone Lgbtq+. «È da diversi anni che in tutta Italia si tengono veglie contro l’omolesbostransbifobia – spiega Laura Di Lenna, tra gli organizzatori – e credo che siano davvero una bella testimonianza del nostro desiderio di costruire ponti e di abbattere i pregiudizi, affinché tutti, ma proprio tutti, si sentano parte di una stessa comunità cristiana». La veglia diocesana di quest’anno, dal titolo “Non temere, perché ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome (Is 43:1)”, raccoglie soprattutto le speranze seminate in occasione del pellegrinaggio giubilare a Roma del 6 settembre scorso e gli orientamenti espressi nel documento di sintesi del Sinodo delle Chiese in Italia, che suggerisce un’attitudine pastorale di riconoscimento e di accompagnamento dei cristiani Lgbtq+. Anche la partecipazione del vescovo Claudio alla veglia, d’altra parte, è un prezioso segnale di incoraggiamento per i gruppi diocesani. «La sua presenza – riconosce a questo proposito Fabriano, del gruppo Emmanuele – è una significativa dimostrazione della vicinanza della Chiesa al nostro mondo e alle nostre situazioni. E ci auguriamo che anche questo permetta di compiere passi avanti nella capacità delle nostre parrocchie di essere inclusive: oggi più che mai, infatti, sentiamo il bisogno di essere ascoltati all’interno delle nostre comunità, perché venga accolto il nostro desiderio di camminare insieme ai nostri fratelli e sorelle e di essere veramente partecipi della vita della Chiesa che abitiamo». La speranza, infatti, è che la veglia possa essere un’occasione, per tutti, di preghiera comunitaria e un’opportunità per conoscere le storie e i volti di molti cristiani Lgbtq+ che chiedono che venga riconosciuta la loro identità e che desiderano essere inclusi nella vita delle proprie parrocchie: all’interno dei gruppi, nelle celebrazioni e nei consigli pastorali, dove possono dare frutto le loro esperienze e sensibilità. «Ci auguriamo davvero – spiega Anna Poser, del gruppo Il Mandorlo – che questo momento possa essere una testimonianza autentica di una comunità disponibile all’incontro, presupposto indispensabile perché anche noi possiamo essere testimoni, nel territorio in cui viviamo, di Gesù e di una Chiesa fondata sulla sua Parola».