Chiesa | Speciale catechesi
ltre i confini delle singole attività parrocchiali, che spesso rischiano di diventare compartimenti stagni, emerge con forza il bisogno di una formazione che non sia solo per il singolo o per il gruppo, ma per l’intera comunità.
A Chiesanuova, la formazione comunitaria è una realtà consolidata dal 2013. Non si parla di incontri “tecnici” per soli catechisti o operatori Caritas, ma di proposte rivolte a tutti. «Abbiamo approfondito i frutti dello Spirito, fatto esercizi spirituali di fraternità e riscoperto la bellezza della liturgia – racconta Francesca Usardi, vicepresidente del consiglio pastorale dal 2013 al 2024 – L’obiettivo? Puntare in alto, coinvolgendo relatori esterni e stimolando il confronto». La formazione comunitaria nasce dalla condivisione: un entusiasmo che contagia anche i più tiepidi. Scegliere di formarsi significa qualificare il proprio servizio, passando dal “fare” al “donarsi”. «Non siamo semplici volontari, ma nel nostro servizio doniamo ciò che siamo».
A Romano d’Ezzelino, don Federico Meneghel racconta l’esperienza del cineforum: sono stati proiettati tre film per trattare la fede come incontro, scelta e cammino. «Siamo partiti dal desiderio di fare qualcosa che valesse per tutti, usando un linguaggio leggero ma con un messaggio ricco, una scelta dettata dalla volontà di raggiungere ogni fascia d’età, dagli operatori pastorali ai semplici frequentatori».
Queste proposte non sono però prive di sfide. Francesca individua nell’autoreferenzialità il limite principale: «Molti pensano di non aver bisogno di esperienze formative, sentendosi già pronti o restando chiusi nel proprio modo di essere». A questo si aggiunge la mancanza di coraggio di alcuni consigli pastorali nel proporre percorsi impegnativi. Per don Federico l’ostacolo è pratico: la scarsità di tempo e disponibilità, oltre che la complessità di trovare un linguaggio utile sia per chi cerca approfondimento sia per chi ha bisogno di un primo annuncio. È fondamentale che il consiglio pastorale sia il primo sostenitore della proposta: se i leader parrocchiali partecipano, l’entusiasmo si diffonde a cascata. Don Federico suggerisce uno stile
kerigmatico: messaggi diretti, sintetici e profondi. Formarsi insieme è importante perché, in fondo, abbiamo tutti gli stessi bisogni spirituali. «È la comunità tutta che è catechista ed educatrice alla fede», convergono entrambi gli intervistati.