Idee
Alex Zanardi non è morto. Partiamo da qui, dall’affermazione surreale fornita da una ricerca con l’intelligenza artificiale, alla quale ho richiesto un riassunto della vicenda di Alex Zanardi e in particolare i dati sulla sua morte.
Questa la risposta, testuale: “non esiste alcuna notizia ufficiale o confermata sulla morte di Alex Zanardi”. Precisiamo: la risposta è datata 8 maggio 2026, esattamente una settimana dopo l’avvenuto decesso del campione, al cui funerale hanno partecipato migliaia di persone, evidentemente influenzate – seguendo il ragionamento dell’AI – dalle “fake news” che si sarebbero diffuse su di lui.
Insomma: un abbaglio collettivo. Già, perché sempre l’AI, nell’interrogazione mirata, risponde con tono autorevole (compresi i caratteri maiuscoli e le parole in grassetto: “Zanardi NON è morto. Ad oggi, le fonti affidabili (ospedali, famiglia, CONI, CIP, stampa nazionale) non hanno mai annunciato il suo decesso. La famiglia, da sempre molto riservata, ha comunicato solo che: le sue condizioni sono stabili; il percorso di riabilitazione è lungo e complesso; i progressi sono lenti ma presenti. Non c’è alcun comunicato che parli di morte”.
Fin qui la ricerca che naturalmente potrebbe essere ripetuta su portali diversi e dare risultati diversi. Ma vale la pena di fermarsi per sottolineare l’ambiguità di uno strumento così alla portata di tutti e ritenuto “intelligente” e tuttavia, in questo caso, manifestamente inadeguato. Serve farlo in particolare riferendosi al mondo della scuola, dove l’uso dell’intelligenza artificiale è diffuso a tutti i livelli e soprattutto tra gli studenti, per sottolineare l’importanza di avere strumenti critici e preparazione per evitare di cadere in tranelli ben architettati, per non prendere come oro colato informazioni talvolta ben poco fondate.
E adesso torniamo ad Alex Zanardi, che purtroppo è morto davvero e sulla cui figura di uomo e di campione ci sarebbe molto da dire anche e proprio a scuola. Pilota famoso, sopravvissuto ad un incidente terribile in auto nel quale ha perso le gambe, lottatore impavido nella sua nuova condizione, atleta esemplare e vincente con l’handbike, con la quale ha poi avuto un nuovo incidente che lo ha poi portato alla fine, non senza una nuova, lunga battaglia.
“Alex Zanardi – ha commentato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – è stato un campione di coraggio e di determinazione. Ha insegnato a tutti a non lasciarsi mai vincere dalle avversità, a credere nella vita e in se stessi. Un esempio straordinario per i giovani”. E naturalmente sono stati moltissimi i commenti che hanno messo in luce la personalità dell’uomo, la sua capacità di insistere con la voglia di vita, la lezione di speranza, di ricerca della gioia di ogni giorno nonostante le avversità.
Parlarne a scuola, dove questi temi sono quotidiani, può essere un’occasione importante. Magari riprendendo anche le parole del figlio di Alex, sul papà “casalingo”: “Faceva il caffè o impastava la pizza sempre col sorriso. E lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione. Sono cose che partono dalle piccole cose. Se tu trovi il sorriso nelle piccole cose e lo fai tutti i giorni, hai messo le basi migliori per costruire una vita meravigliosa”.