La Chiesa europea e la sfida digitale: a Roma portavoce e addetti stampa delle Conferenze episcopali discutono di IA e missione
Dal 5 al 7 maggio, ospiti della CEI e della Pontificia Università della Santa Croce, i comunicatori ecclesiali di tutta Europa si sono confrontati su intelligenza artificiale, social media e nuove forme di evangelizzazione nel mondo digitale
Il mondo digitale non è un universo parallelo: è un territorio reale, abitato da persone reali, con le loro domande, ferite e speranze. È partita da questa premessa, espressa nell’intervento inaugurale dall’arcivescovo di Vilnius e presidente del CCEE Gintaras Grušas, la tre giorni di lavori che ha riunito a Roma i portavoce e gli addetti stampa delle Conferenze episcopali d’Europa sul tema “Chiesa in Europa e Missione Digitale”.
L’incontro, organizzato dal CCEE e ospitato dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalla Pontificia Università della Santa Croce, ha messo al centro una domanda sempre più urgente: come annunciare il Vangelo negli spazi digitali con autenticità e significato? A porla con forza è stato Mons. Lucio Adrian Ruiz, Segretario del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, ricordando che la missione digitale non si esaurisce nella produzione di contenuti, ma riguarda il modo stesso in cui la Chiesa parla al mondo contemporaneo.
Ampio spazio ha avuto il tema dell’intelligenza artificiale. Matthew Harvey Sanders, fondatore di Magisterium AI — il principale motore di risposte dedicato alla Chiesa cattolica a livello mondiale — ha sottolineato come l’IA non sia uno strumento neutro, ma un cambiamento insieme tecnologico e culturale che influenza profondamente il modo in cui le persone comprendono la realtà. Ha quindi incoraggiato i comunicatori ecclesiali ad assumere un ruolo attivo nell’integrare questi strumenti nella missione della Chiesa.
Presso la Pontificia Università della Santa Croce, la terza sessione ha offerto una serie di riflessioni più operative. Il prof. Giovanni Tridente ha invitato ad affrontare l’IA con discernimento, ribadendo che la tecnologia deve restare al servizio della persona e della verità. Il prof. Juan Narbona ha proposto dieci suggerimenti pratici per una presenza autentica dei sacerdoti sui social media, sottolineandone il potenziale come spazio di evangelizzazione e ricostruzione della fiducia verso la Chiesa. Marc Argemí ha invece affrontato la gestione delle crisi comunicative, invitando a leggere le “voci” non come un virus da combattere ma come un segnale da interpretare, e a costruire credibilità prima ancora che scoppi l’emergenza. Diego Contreras, infine, ha analizzato la comunicazione del recente conclave, mettendo in luce il ruolo decisivo dei social network e dei media vaticani nella transizione da Papa Francesco a Papa Leone XIV.
I partecipanti hanno anche visitato le sedi dei principali media della CEI — TV2000, inBlu2000, Avvenire, Agenzia SIR — e condiviso esperienze digitali dalle rispettive Conferenze episcopali. Il prossimo appuntamento è fissato per il 5-7 maggio 2027 a Sofia, in Bulgaria.