Mosaico
Rotzo e Rovegliana di Recoaro Terme sono due comunità apparentemente distanti tra loro, ma con radici comuni, che si identificano nell’origine cimbra e soprattutto in un’unica devozione: quella a Santa Margherita, alla quale sono dedicate le loro chiese. Il legame affonda le radici nella storia, quando nei secoli successivi al Mille alcuni pastori si spostarono dall’Altopiano alle valli, fondando piccole comunità nel recoarese, dove sorsero chiese filiali legate allo stesso culto come appunto a Rovegliana o a Posina. Per lungo tempo i roveglianesi offrirono ogni anno, alla chiesa madre di Rotzo, un cero di sette libbre (circa 3 chili e mezzo) per la festa della Holiga Margareta il 20 luglio, ma la tradizione poi si perse nel tempo fino a quando, nel 2017, si pensò di ripristinarla, compiendo un pellegrinaggio a piedi che, nella giornata precedente, copre i 40 chilometri del percorso con un dislivello di 2.400 metri, tra Rovegliana e Rotzo, portando il cero a spalle. Questa tradizione continua ormai da 9 anni, anche se la maggior parte dei pellegrini raggiunge Rotzo con il pullman.
Nell’attesa anche quest’anno dell’evento, l’Amministrazione comunale e la parrocchia di Rotzo hanno deciso di consolidare il rapporto amichevole festeggiando il decimo anniversario del pellegrinaggio con una visita a Rovegliana domenica 17 maggio. Sarà un momento di preghiera e condivisione, ma anche l’occasione per donare la cera degli apicoltori dei Sette Comuni, che assieme a quella del posto verrà fusa per il cero votivo da portare a Rotzo il 19 luglio fino alla chiesa di Santa Margherita, che si trova alle porte del paese verso Castelletto. «Abbiamo colto l’invito propostoci più volte di ricambiare la visita dei roveglianesi – sostiene una parrocchiana rotzese – proprio come segno di riconoscenza per il loro gesto. Il cero viene preparato completamente a mano, con uno stampo che loro stessi hanno creato, e richiede tempo e cura».
La chiesa di Santa Margherita di Rotzo è l’edificio di culto più antico di tutto l’Altopiano. Risale al 1100 ed è una delle prime testimonianze legate alla presenza della comunità cimbra in questi luoghi, esempio di come, attraverso i gesti e i luoghi di fede, esista ancora un forte legame identitario fra le varie comunità cimbre. A tale proposito è nato anche un percorso escursionistico: il Cammino cimbro di Santa Margherita, che ha lo scopo di ripercorrere le fasi di insediamento di questo popolo venuto dalla Baviera e dal Tirolo, toccando i vari luoghi di culto dedicati alla santa protettrice delle partorienti. Si estende da Luserna, in Trentino, fino a Giazza sui Lessini, per una lunghezza di 140 chilometri da percorrere in 8 tappe. L’iniziativa unisce l’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti e diversi comuni tra cui Rotzo. Un percorso che consente di conoscere la cultura cimbra.