Fatti
Si chiamano Nisha, Franceska, Shafiqul, Melike e altri 21 nomi; sono indiani, albanesi, bengalesi, turchi e provenienti da altri otto Paesi. Questa cosmopolita assemblea, perlopiù sorridente e dai modi misurati, ha solcato il 22 maggio il palco della sala Fronte del Porto di Padova. Il motivo? Sono loro i 25 candidati (numero che potrebbe variare) dei quali 19 verranno eletti per far parte della Commissione per la rappresentanza delle persone padovane con cittadinanza straniera per il quinquennio 2026-2031. Le elezioni saranno il 7 e 8 giugno.
La Commissione è un organismo nato nel 2011, importante per dare voce alle migliaia di extraeuropei o apolidi con cittadinanza straniera residenti nel Comune di Padova (oggi circa 28 mila). Svolge una funzione consultiva nei confronti del sindaco, del consiglio comunale, della giunta e di altri organismi istituzionali raccogliendo le richieste per arrivare a formulare proposte utili a migliorare l’inclusione e le opportunità di partecipazione alla vita pubblica di queste persone.
Il 22 maggio oltre al saluto della vecchia Commissione e alla presentazione dei nuovi candidati, è stato proiettato il cortometraggio My city might, realizzato da Giulia Tasca e un documentario realizzato dagli studenti delle classi 5I e 4C del liceo padovano Duca d’Aosta. Entrambi hanno avuto l’obiettivo meritevole di far conoscere il lavoro della Commissione e chi ne fa parte.
Tola Lirika, di origini albanesi, è stata membro della Commissione per tre anni e presidente da settembre 2025 (il regolamento prevede una rotazione annuale di chi presiede). «Il bilancio dell’ultima Commissione è molto positivo. Abbiamo realizzato diversi progetti per promuovere l’integrazione sociale, economica e culturale tra cui il Protocollo d’intesa con l’Università di Padova per l’accoglienza e l’inserimento di persone rifugiate e richiedenti asilo all’interno dei percorsi di studio dell’ateneo. Inoltre è da ricordare il convegno realizzato con la Camera di Commercio di Padova sull’imprenditoria straniera. In questi anni ci siamo attivati per far sapere agli stranieri presenti nel territorio della nostra esistenza».
Tra i 25 candidati di quest’anno c’è l’economista palestinese Khalid Shomali, classe 1992, dal 2011 in Italia. Il giovane si è candidato per essere eletto nella Commissione «per favorire un canale di dialogo tra i cittadini stranieri e le autorità locali per garantire una vita dignitosa a queste persone partendo dalla burocrazia che a volte si pone come loro nemica. Desidero per questo rafforzare i rapporti con la Questura e la Prefettura in modo che si possano agevolare i procedimenti per ottenere i documenti necessari come il permesso di soggiorno. Inoltre c’è l’impellenza della questione abitativa che rimane uno dei problemi maggiori per gli stranieri nel territorio padovano». Un altro aspetto che Khalid desidera portare aventi se eletto, è relativo al far conoscere maggiormente usi e costumi delle varie minoranze, con attività culturali, ludiche e momenti conviviali: «Tutto ciò contribuirebbe a creare una città più armoniosa, dove si può vivere nella pace, una pace tangibile».
Tra i candidati c’è anche la giovane Melike Sahin originaria della Turchia. è mediatrice culturale nell’ambito della protezione internazionale. «Mi sono candidata per rappresentare la comunità turca nella Commissione, per farmi portavoce delle sue istanze. Desidero realizzare delle iniziative per far conoscere la nostra realtà, perché si apra al dialogo con la città». Tra le problematiche che riscontra tra i suoi connazionali c’è la questione lavorativa: «in tanti vivono la precarietà».