Fatti
La bellezza salverà il mondo. Sembra essere questo il fil rouge del progetto di arte pubblica promosso ogni anno dall’istituto Valle di Padova per abbellire le pareti esterne della scuola con opere di artisti e studenti. L’opera del 2026 – dal titolo Enjoy the silence – è stata svelata lunedì 25 maggio alla presenza della street artist La. Fe. De., delle classi coinvolte e dei docenti che hanno curato il progetto, Anna Vestita e Andrea Sarno.
Il tema di quest’anno era “We have a dream – Terzo Paradiso” che, come spiegano gli ideatori, lancia un messaggio di «rinascita collettiva attraverso il simbolo ideato da Michelangelo Pistoletto (artista italiano vivente, ndr). Il segno del Terzo Paradiso rielabora l’infinito, inserendo un terzo cerchio centrale tra i due poli opposti di natura e artificio. Questo elemento rappresenta uno spazio generativo in cui si ricostruisce l’equilibrio tra uomo e ambiente. L’arte diventa gesto collettivo capace di tradurre il dolore e il conflitto in energia condivisa e costruttiva. Il simbolo di Pistoletto diventa guida per immaginare una nuova umanità fondata su responsabilità e cura. L’opera invita a superare le divisioni e a costruire connessioni reali tra persone e mondo. Il risultato è un messaggio universale di equilibrio, rinascita e coesistenza».
Soddisfatta la professoressa Anna Vestita che ha sottolineato: «I ragazzi si sono sentiti partecipi di un progetto in cui hanno potuto dare il proprio contributo, sia per rendere la scuola più bella, sia per lanciare un messaggio di speranza. Sono oltre cento i lavori che hanno partecipato al nostro bando, molti dei quali di altissimo livello. A vincere è stata Lucia Yilei Chen della 2a AL, che con la sua opera non solo ha ispirato l’artista ma vi ha collaborato. Da menzionare anche la seconda classificata, Martina Bertosso, e il terzo Diego Schiavo».
Dello stesso avviso anche il professore Andrea Sarno: «Questa iniziativa ha rafforzato il senso di appartenenza dei ragazzi alla scuola, ha consolidato un’identità. Dovremmo prenderne esempio anche per altri progetti di rigenerazione urbana, è un messaggio che lanciamo alle amministrazioni. Qui abbiamo reso più accogliente la scuola, ma c’è molto da fare, per esempio ripensare le aree eccessivamente cementificate».
Infine è intervenuta l’artista La. Fe. De.: «Sono contenta perché ho visto gli studenti carichi, motivati, interessati e con voglia di cambiare il mondo. Nell’opera ho inserito una barchetta che racchiude molti simboli: è quella dei migranti, della solidarietà, del riflettere su altri mondi possibili e, quindi, della responsabilità dei giovani di poter cambiare le cose» ha concluso la street artist padovana, celebre per porre al centro delle proprie creazioni figure femminili.
Dopo il successo di questa edizione, la quinta, già si intravede lo spazio per le opere del prossimo anno scolastico. Lungo un gradone esterno della scuola sono posizionati diversi muri bianchi, pronti
ad accogliere le creazioni di artisti e studenti.