Skip to content
  • Edizione Digitale
  • Abbonati
Area riservata
  • Edizione Digitale
  • Abbonati
  • Ultimi Articoli
  • Sezioni
    • Chiesa
    • Idee
    • Fatti
    • Mosaico
    • Storie
  • Festival Biblico 2026
  • Speciali & Mappe
  • Rubriche
  • EVENTI
  • Scrivici
logo

Dal Campo Alla Tavola | Dal Campo Alla Tavola #04 2026

venerdì 12 Giugno 2026

Consumare formaggio veneto aiuta anche le stalle

La crisi del latte italiano continua e la situazione internazionale non aiuta. Cosa fare?
Redazione
Redazione

Una proposta semplice arriva dalle associazioni di produttori: scegliere formaggi locali e a chilometro zero. Impossibile? No, la pianura e la montagna veneta sono ricche di caseifici che utilizzano latte delle nostre stalle, e non mancano i prodotti certificati – dall’Asiago al Grana Padano al Montasio – che danno ancora più garanzia della provenienza della materia prima.
Nella nostra provincia, ricorda Coldiretti Padova, gli allevamenti zootecnici orientati alla produzione di latte sono 423, concentrati in particolare nell’Alta Padovana, per un totale di oltre 47.800 capi bovini censiti. Nonostante la riduzione del numero delle stalle – nel 2015 erano 659 con oltre 53 mila capi – la quantità di latte prodotta è salita da 208 mila a 244 mila tonnellate. Aumentano infatti le stalle di grandi dimensioni mentre a essere sempre meno sono i piccoli allevamenti. Il fatturato complessivo del settore latte nel Padovano oggi è di circa 80 milioni di euro.
«In questi mesi – spiega Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – i nostri allevatori stanno però facendo i conti con il crollo del prezzo del latte e il vertiginoso aumento delle materie prime. Sotto i 50 centesimi per un litro di latte gli agricoltori lavorano in perdita e rischiano di dover chiudere la stalla. A livello nazionale abbiamo raggiunto un accordo trimestrale per il prezzo minimo di 47 centesimi al litro più Iva e premio di qualità, ma lungo la filiera esistono altri margini che possono essere redistribuiti per garantire un giusto reddito agli allevatori senza penalizzare i consumatori».
Nonostante questo, dall’estero arrivano cisterne piene di latte e camion di yogurt e prodotti caseari. «Agli allevatori nazionali viene detto che c’è troppo latte e che devono accettare i bassi prezzi – continua Lorin – La verità è che si preferisce acquistarlo all’estero, così come i formaggi, a partire dalla mozzarella tedesca che arriva già pronta per l’immissione al consumo, con tanto di confezione che richiama l’italianità».
Per garantire la sopravvivenza delle stalle italiane anche i consumatori possono però fare la loro parte, ponendo ad esempio attenzione all’origine del prodotto e scegliendo latte veneto o padovano, ma anche leggendo bene l’etichetta quando fanno la spesa. Oltre ai negozi di alimentari e ai punti vendita dei caseifici, un luogo da frequentare per raggiungere l’obiettivo sono i “mercatini degli agricoltori”, che oltre al contatto diretto con chi ha “le mani in pasta” permettono al produttore di ricavare un maggior reddito, evitando le dispersioni di una filiera lunga.
«I consumatori – prosegue Lorin – dimostrano attenzione verso l’origine del latte e dei suoi derivati e sono propensi ad acquistare i prodotti locali per la qualità e anche per sostenere la nostra zootecnia. Lo sperimentiamo ogni giorno nei nostri mercati di Campagna Amica. Lo abbiamo sperimentato anche a Cittadella, a “Formaggi in Villa” in aprile, quando abbiamo distribuito yogurt fatto con latte delle nostre stalle. È stato anche un modo per favorire il consumo di latte e latticini soprattutto fra i più giovani, per garantire il giusto ed equilibrato apporto di calcio e nutrienti essenziali: negli ultimi anni infatti il consumo di latte fra i bambini e i giovani si è abbassato sotto la soglia minima raccomandata. E per chi è intollerante o è alla ricerca di sapori nuovi? C’è anche il latte di capra padovano!»

L’Italia è la regina dei prodotti Dop

In Italia ci sono ben 328 tra Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica tipica) dei prodotti agricoli, oltre alle 522 tra Doc, Docg e Igt dei vini, a 4 Specialità tradizionali garantite (Stg) e a 36 Indicazioni geografiche (Ig) per altrettante “bevande spiritose”, che certificano la qualità della produzione.

Ultimi articoli della categoria

Granchio blu: va trasformato il problema in opportunità economica

venerdì 12 Giugno 2026

Granchio blu: va trasformato il problema in opportunità economica

Anga Padova: nuovo Presidente. È Mattia Meneghesso, 35 anni, di Conselve

venerdì 12 Giugno 2026

Anga Padova: nuovo Presidente. È Mattia Meneghesso, 35 anni, di Conselve

Si cercano varietà per i suoli salini

venerdì 12 Giugno 2026

Si cercano varietà per i suoli salini

Condividi su
Link copiato negli appunti
Logo La Difesa del Popolo
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Amministrazione trasparente
  • Scrivici

La Difesa srl - P.iva 05125420280
La Difesa del Popolo percepisce i contributi pubblici all'editoria.
La Difesa del Popolo, tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) ha aderito allo IAP (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
La Difesa del Popolo è una testata registrata presso il Tribunale di Padova decreto del 15 giugno 1950 al n. 37 del registro periodici.