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Dal Campo Alla Tavola | Dal Campo Alla Tavola #04 2026

venerdì 12 Giugno 2026

Ora la spesa si fa nei vari mercati degli agricoltori

Il punto. I dati diffusi da Veneto Agricoltura mostrano che il fenomeno dei farmer markets cresce. L’Italia è nazione leader
Redazione
Redazione

In periodo di crisi, fare la spesa a chilometro 0 “dal contadino” – come durante il periodo del Covid – è sempre una grande risorsa: un risparmio per il consumatore, un guadagno per l’agricoltore. Ma non sempre si può andare in fattoria, così la fattoria viene in città: continua a crescere il fenomeno dei mercati agricoli, che nel Veneto, più che in altre regioni, sta registrando un vero e proprio boom.
Una conferma viene dall’analisi dell’Osservatorio economico di Veneto Agricoltura, che evidenzia come negli ultimi 15 anni i mercati degli agricoltori siano quasi triplicati, passando dai 44 del 2009 ai 122 del 2024. Tutto questo grazie alla ormai celebre Legge di orientamento approvata il 18 maggio 2001, giusto 25 anni fa, che ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, aprendo le aziende agricole ad attività alternative alla semplice produzione – dalle fattorie didattiche alla trasformazione aziendale dei prodotti. Tra queste, la vendita diretta dei prodotti aziendali ha sempre rappresentato la voce più pesante: in azienda, nei mercati contadini, online, è praticata oggi da 270 mila aziende, davanti alla produzione di energia rinnovabile (circa 60 mila) e all’agriturismo (oltre 26 mila). L’impatto è stato profondo anche sul piano occupazionale, trasformando l’azienda in impresa multifunzionale e ampliando le occasioni di lavoro, soprattutto per giovani e donne.
Il fenomeno della vendita diretta e dei mercati contadini italiani – circa 1.500 – non ha eguali in Europa; la rete di Campagna Amica di Coldiretti è la più importante e si somma a quella di La spesa in campagna di Cia e ad altri mercati locali. «Hanno cambiato gli stili di vita dei cittadini, riportando al centro stagionalità, qualità e origine dei prodotti» rileva Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto.
Nel dettaglio, secondo i dati di Veneto Agricoltura, la vendita diretta coinvolge oggi oltre settemila aziende agricole, pari a quasi il 15 per cento del totale regionale. I mercati a chilometro zero si confermano il canale più dinamico, con una presenza diffusa su tutto il territorio: Verona guida la classifica per numero di mercati seguita da Treviso, Venezia, Padova e Vicenza, ma le crescite più significative tra il 2022 e il 2024 si registrano a Padova (67 per cento) e Rovigo.
A trainare il successo è soprattutto il rapporto diretto tra produttore e consumatore: oltre l’80 per cento degli agricoltori individua proprio nell’interazione con il cliente il principale vantaggio dei mercati contadini, mentre quasi il 90 per cento dei consumatori li frequenta almeno una volta al mese e circa due terzi con cadenza settimanale. Frutta e verdura restano i prodotti più richiesti ma ci sono anche carne, formaggi e conserve varie. In voga sono anche gli spacci aziendali, utilizzati da circa un terzo delle imprese agricole venete attive nella vendita diretta, mentre l’e-commerce agroalimentare cresce più lentamente.

Coldiretti. Il mercato coperto venne inaugurato da Carlo Petrini

A Padova i mercati di Campagna Amica di Coldiretti ci sono dal 2009: la città del Santo fu la prima a partire sfruttando le possibilità aperte dalla Legge di orientamento. Nel 2018 è arrivato il mercato coperto di via Vicenza 23, con due appuntamenti la settimana sempre molto frequentati, il martedì e il sabato. Uno spazio che fu inaugurato da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, recentemente scomparso.
A oggi i mercati di Campagna Amica in territorio padovano sono 14: oltre che in via Vicenza, in città sono in via Forcellini (ingresso parco Iris), alla Mandria (via Romana Aponense) e a Pontevigodarzere; in provincia a Bresseo di Teolo, Cittadella, Limena, Montegrotto Terme, Noventa Padovana, Rubano, Tencarola di Selvazzano, Vigonza e Villafranca Padovana.
«I clienti sono in costante aumento – racconta Coldiretti – anche se la clientela dei mercati è per lo più abituale: chi inizia poi continua a fare la spesa regolarmente, anche perché stringe un rapporto di fiducia con i produttori. Notiamo anche un crescente interesse per le iniziative collaterali che vengono organizzate in particolare al mercato coperto, dai laboratori agli show cooking, alle degustazioni e così via». Le circa sessanta aziende di Campagna Amica sono riunite nelle due associazioni Agrimercato e Agrimercato coperto delle Terre del Santo: di entrambe è presidente Giovanni Dal Toso di Boara Pisani. «I consumatori cercano cibi freschi – spiega – e hanno capito, perché ce lo dicono loro, che a comprare da noi i prodotti sono più buoni e non si spende di più, perché del fresco non si butta nulla. Il nostro problema non è la richiesta ma l’offerta: sono ancora poche le aziende strutturate per raccogliere il prodotto e portarlo al mercato il giorno dopo. Carne, conserve e formaggi ci sono tutto l’anno, ma per il prodotto di stagione è più difficile e talvolta può capitare che finisca presto».

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