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A Gaza cristiani presi di mira
A Gaza, due donne della parrocchia della Sacra Famiglia sono state uccise da un cecchino dell’esercito israeliano. «Poniamo fine a questo conflitto»
IdeeA Gaza, due donne della parrocchia della Sacra Famiglia sono state uccise da un cecchino dell’esercito israeliano. «Poniamo fine a questo conflitto»
È ora di porre fine a questo conflitto insensato. Non si riesce a comprendere come un simile attacco possa essere stato compiuto proprio mentre tutta la Chiesa si prepara al Natale, a sangue freddo all’interno della parrocchia dove non ci sono belligeranti». Sono le parole del patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, dopo l’attacco israeliano da parte di un cecchino alla parrocchia cattolica della Sacra Famiglia di Gaza lo scorso 16 dicembre che ha provocato due morti, una madre, Nahida Khalil Anton e sua figlia Samare, quest’ultima assassinata mentre tentava di soccorrere la mamma. Altri sette fedeli sono rimasti feriti, mentre cercavano di prestare aiuto a quanti erano dentro la chiesa: una persona è in gravissime condizioni. Sembrerebbe, come detto, che un cecchino dell’esercito israeliano abbia aperto fuoco, giustificato dagli israeliani stessi che hanno parlato della presenza di un lanciamissili nella parrocchia. Un razzo sparato da un carrarmato, come riferito dal patriarcato latino in una nota emessa lo stesso giorno dell’attacco, ha colpito e distrutto anche i pannelli solari e il generatore elettrico della casa delle suore di Madre Teresa che rappresentano l’unica fonte di elettricità utile anche a far funzionare i respiratori necessari ai disabili lì accuditi. L’Ansa riferisce che i funerali delle due donne si sono svolti «in un clima pieno di paura e tristezza. I parenti non hanno potuto raggiungere la chiesa per l’ultimo saluto». Due dei sette feriti avrebbero bisogno di una immediata ospedalizzazione perché sono «in pericolo di vita ma la Croce Rossa non è in grado di trasferirli al più vicino ospedale perché il luogo è ancora circondato da cecchini ed è considerato troppo pericoloso». Intanto, è arrivato il messaggio anche da parte del presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Matteo Zuppi: «Auspichiamo che la comunità internazionale faccia ogni sforzo per arrivare a una soluzione che garantisca i diritti di tutti, a partire da quelli al cibo e alle cure per la comunità palestinese».
«Per gli abitanti di Terra Santa si preannuncia un Natale di dolore, di lutto. Non vogliamo lasciarli soli. Siamo loro vicini con la preghiera, con l’aiuto concreto. La sofferenza di Betlemme è una ferita aperta per il Medio Oriente e per il mondo intero». Con questo messaggio pubblicato sul social X, papa Francesco, esprime la sua vicinanza agli abitanti della Terra Santa colpiti dalla guerra.
Già il 12 novembre scorso, sempre nella città di Gaza, un’altra anziana signora, Ilham Farah, 84 anni e organista in parrocchia, era stata colpita a una gamba da un cecchino mentre camminava verso casa sua per verificarne le condizioni. La donna è morta poco dopo sul posto.