A quarant’anni dallo “Spirito di Assisi” torna il 27 ottobre l’appuntamento di dialogo interreligioso. Perché il cammino non si arresti mai
Il 27 ottobre l'incontro interreligioso a 40 anni dallo storico appuntamento voluto da Giovanni Paolo II. Mons. Accrocca e il card. Pizzaballa: «Non un’operazione nostalgia, ma una scelta necessaria contro i linguaggi d’odio e l’intolleranza».
Si svolgerà il 27 ottobre l’appuntamento di dialogo interreligioso con i rappresentanti delle varie confessioni, a 40 anni dallo storico incontro sullo “spirito di Assisi”, promosso da Giovanni Paolo II. A confermarlo è stato mons. Felice Acrocca, vescovo delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, intervenuto all’anteprima per la stampa della “Global House of Friendship and Hope”, inaugurata nei giorni scorsi d Assisi. «Ogni mese noi preghiamo per questo – ha proseguito – Credo che questa sia la via, in un momento in cui sta crescendo nel mondo l’intolleranza e anche i leader mondiali sembrano compiacersi nel mostrare i muscoli, usando un linguaggio che getta le parole come fossero pietre. Questo certamente non aiuta e ha le sue ricadute. Credo che nella crescita dell’intolleranza vi sia anche la responsabilità di persone che ricoprono ruoli di primo piano».
«È anche vero che puntare sullo scontro e sulla demonizzazione dell’altro è molto più facile dell’incontro – ha spiegato il vescovo – perché l’incontro chiede l’ascolto, chiede di ragionare, di vagliare criticamente le notizie, mentre l’altro modello, che oggi sembra prevalere, non richiede nulla di tutto ciò, perché si limita a parlare alla pancia delle persone. Il percorso di chi cerca il dialogo è sempre in salita, ma non abbiamo alternative».
«Tornare a fare le stesse cose di 40 anni fa non ha molto senso – ha aggiunto il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, a proposito dell’evento del 27 ottobre – Da 40 anni, dopo quell’evento, si sono moltiplicati gli incontri di carattere interreligioso, diventati ormai parte di tante istituzioni religiose. È importante reiterare quell’incontro, ma tenendo presente quanto è accaduto in 40 anni. Non si tratta di fare operazioni di nostalgia, ma di aggiungere nuove tappe a un processo che deve continuare a crescere e ad approfondirsi».