Agricoltura sociale. Sostenibilità è anche inclusione e autonomia
Avviato nel 2017 nella sede di via Beato Pellegrino, il progetto coinvolge persone con disabilità lieve e medio-lieve in un'esperienza di agricoltura urbana e sociale. Alla serra donata dal Consorzio Agrario Nord-Est si sono aggiunti un laboratorio di falegnameria con materiali di recupero e uno per la decorazione di vasi in ceramica. Trenta le persone coinvolte finora tra beneficiari e inserimenti lavorativi. Il responsabile Matteo Mally: «Vogliamo aprire il giardino alla cittadinanza e sviluppare nuove iniziative legate al verde urbano e all'economia circolare».
È possibile coniugare sostenibilità ambientale e opportunità di tipo lavorativo per persone con disabilità? La risposta la dà Fondazione Irpea col percorso di inclusione “Coltiviamo il nostro futuro”, che coinvolge persone provenienti da gruppi appartamento, comunità alloggio e dal Servizio integrazione lavorativa, con disabilità lieve e medio-lieve. Avviato nel 2017 per offrire occasioni concrete di occupazione, oggi il progetto è una vera esperienza di agricoltura urbana e sociale negli spazi verdi della sede Irpea di via Beato Pellegrino a Padova. Alla serra donata dal Consorzio Agrario Nord-Est dove si coltivano piante grasse, sedum e ortaggi a chilometro zero, si sono aggiunti il laboratorio di falegnameria con materiali di recupero per la creazione di arredi da giardino e orti rialzati accessibili, e un laboratorio per la decorazione di vasi in ceramica.
La caratteristica principale del percorso è il costante rapporto con il territorio, anche in un’ottica di scambio e collaborazione con la comunità locale. Il “gruppo serra” partecipa ai mercatini e alle iniziative cittadine, come l’apertura straordinaria al pubblico in occasione del Festival dei giardini aperti “Anime Verdi”, mentre laboratori e workshop coinvolgono scuole, centri estivi e realtà associative. Si inserisce in reti locali dedicate alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità ambientale come la Rete Prisma o il parco inclusivo l’Albero del Tesoro e in progetti europei dedicati alle terapie in natura e alla transizione verde delle imprese sociali come Resonate Horizon Europe. «Grazie ai risultati che abbiamo ottenuto, anche in termini di opportunità generate con 30 persone coinvolte tra beneficiari e persone inserite al lavoro, puntiamo ad ampliare le attività – spiega il responsabile, Matteo Mally – Vogliamo trasformare l’orto in uno spazio didattico accessibile, aprire il giardino alla cittadinanza e sviluppare nuove iniziative legate al verde urbano e all’economia circolare, sempre nell’ottica di superare la logica assistenziale per valorizzare capacità, autonomie e competenze».