Fatti
Sono 51 i Comuni veneti che domenica 24 maggio (dalle 7 alle 23) e lunedì 25 maggio (dalle 7 alle 15) vanno al voto per eleggere il nuovo sindaco e l’assemblea municipale. Ammontano a sette le amministrazioni (Venezia, Castelfranco Veneto, Albignasego, Arzignano, San Bonifacio, Monselice e Lonigo) che contano più di 15 mila abitanti e quindi rischiano un turno di ballottaggio domenica 7 e lunedì 8 giugno. Per Albignasego questa eventualità pare più difficile, giacché i candidati sindaco sono soltanto due.
L’appuntamento più atteso è in programma a Venezia, dove si chiude – dopo undici anni – l’era del sindaco Luigi Brugnaro: 36 i consiglieri comunali da eleggere. Punta a ereditarne il testimone l’assessore al turismo, Simone Venturini, candidato del centrodestra e supportato da sei liste. A contendere a Venturini la fascia tricolore è in primis Andrea Martella, segretario regionale e senatore del Pd, supportato da sette liste. Ma corrono a sindaco altri sei pretendenti: Roberto Agirmo, alfiere di Resistere Veneto, con il consigliere regionale Riccardo Szumski come capolista; l’economista Michele Boldrin scende in campo per Ora!; Luigi Corò guida il debutto di Futuro per Venezia Mestre, che si rifà alle posizioni di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Prima il Veneto punta sull’ex leghista Pierangelo Del Zotto; Giovanni Andrea Martini corre con Tutta la città che vogliamo e Abc-Ambiente Bene Comune; Claudio Verner scommette sulla civica Città vive. Nel Veneziano si vota anche a Cavallino-Treporti (13.384 residenti, 16 consiglieri) e a Torre di Mosto (4.766, 12 consiglieri).
Dodici le fasce tricolori che sono in palio nel Padovano. Il derby più interessante è certamente quello di Albignasego (26.642 abitanti al censimento 2021, 16 consiglieri), dove il sindaco Filippo Giacinti è stato promosso in Regione. Punta alla successione l’assessore Valentina Luise, architetto, che ha messo d’accordo Fratelli d’Italia, Lega Salvini-Liga Veneta (capolista il vicesindaco reggente Gregori Bottin) e Udc-Albignasego al Centro, oltre alle liste Valentina Luise Sindaco per Albignasego e Civica Barison. Prova a contendere la vittoria Alberto Bettella, già funzionario di banca, espressione del centrosinistra, con l’appoggio della lista Abc (Albignasego Bene Comune) 2030, del Pd e di Avs.
L’altra supersfida si gioca a Monselice (17.242 abitanti, 16 consiglieri). L’ex sindaca leghista, Giorgia Bedin, ha ottenuto a novembre 2025 il disco verde per il Consiglio regionale e quindi si torna alle urne dopo due anni. In pista ci sono il vicesindaco reggente Stefano Peraro, sostenuto da Lega-Bedin, da Fdi, dalle civiche Peraro Sindaco e Siamo Monselice con Silvia Muttoni. Tentano di sbarrargli la strada Franco Ennio del centrosinistra e l’ex assessore provinciale Fabio Conte. Ennio gode dell’appoggio del Pd, di Monselice Futura, della Casa Riformista e della lista Insieme per Monselice (con i contrassegni di M5S, Avs e della lista Ambiente Società). Tre i simboli a sostegno di Conte: lista Fabio Conte Sindaco, Forza Italia Berlusconi Monselice e Con-te per Monselice (con gli emblemi di Noi Moderati e Giovani per Monselice).
Va al voto anche Campodarsego (14.943 abitanti: 16 consiglieri), dove il sindaco uscente Valter Gallo punta al secondo mandato con la lista di centrodestra Valter Gallo Uno di Voi. Dichiara apertamente la sua collocazione politica Denis Barison, in lizza con Il Centro Destra Barison Sindaco. Il Pd è in lizza con il segretario del circolo Alessandro Dal Corso, guida la sfida di Insieme Campodarsego. A Due Carrare (8.963 residenti, 12 consiglieri) si ripropone il sindaco uscente Davide Moro, insegnante di matematica applicata, che detiene lo scettro dal 2015, alla testa della lista PraticaMente Due Carrare. Lo sfiderà l’ex assessore Gabriele Paggiaro, candidato di Uniti per Due Carrare, che vanta il sostegno di Lega, Fdi, Forza Italia e Udc. In seguito all’elezione a consigliere regionale di Eric Pasqualon (Udc) torna alle urne pure il Comune di Carmignano di Brenta (7.478 abitanti, 12 consiglieri), che fa però riferimento alla Diocesi di Vicenza. La civica Noi di Carmignano, di cui è regista il senatore Antonio De Poli, indica per la successione l’assessora alla sanità Elisa Paiusco, farmacista. In caso di vittoria, Paiusco nominerà vicesindaco Andrea Bombonati che, dopo l’uscita di scena di Pasqualon (in lizza però come capolista) già svolge le mansioni di vicesindaco reggente. Lo sfidante è Felice Cervellin (Insieme per Carmignano), alfiere del centrosinistra, che nel 2021 aveva raccolto 491 voti (l’11,36 per cento).
A Casale di Scodosia (4.701 abitati: 12 consiglieri) si ripresenta l’uscente Marcello Marchioro, leghista subentrato a Eleonora Mosco in consiglio provinciale, alla testa della civica Ambiente, Lavoro, Salute; nel curioso contrassegno spicca una cornucopia colma di frutti e spighe di grano. Gli sfidanti sono Renzo Gaffo, alla testa di Noi in Movimento per Casale e Giorgio Rizzi, leader di Orizzonte Comune. Ad Anguillara Veneta (4.156 abitanti, 12 consiglieri) si confrontano ben quattro aspiranti primi cittadini. Il voto porrà fine all’impegno del commissario Adamo Antonello Ianniello. Si sfidano Gianluigi Baretta (Per il futuro 2026); Fabrizio Biancato, imprenditore edile, che nel 2024 era capolista di Insieme per Anguillara e che ora raccoglie il testimone di Romolo Palmarin; l’ex sindaco Anna Buoso, sfiduciata da otto consiglieri nel luglio 2025, che adesso ci riprova con Buoso Sindaco-Un progetto da realizzare; Oscar Mason, già sacerdote e ora padre di quattro figli, vicino alle idee del Pd, è in campo con Prendiamoci cura. A Bovolenta (3.449 abitanti, 12 consiglieri) la sindaca uscente Anna Pittarello, in carica dal 2015, ha festeggiato il suo 50° compleanno ri-presentando, per un terzo mandato, la lista Bovolenta Viva. A sfidarla, alla testa della civica Futuro è condivisione, sarà l’architetto Michele Melato, cui danno sostegno i consiglieri di minoranza uscenti Matteo Griggio e Simone Oletto. Il possibile outsider di centrodestra Giuseppe Rangon ha deciso proprio in zona Cesarini di ritirare la propria candidatura e di convergere sulla proposta di Melato.
Non c’è l’imbarazzo della scelta a Masi (1.780 abitanti, 10 consiglieri), dove, dopo le dimissioni per motivi di salute di Cosimo Galassini, si presenta solo l’ex vicesindaco, la meloniana Lara Burato, alla testa di Attivamente Masi. Le serviranno il 40 per cento più uno dei votanti e il 50 per cento di voti validi. A Castelbaldo (1.430 abitanti: 10 consiglieri) l’assessore uscente Caterina Baccaglini (Linea Futura per Castelbaldo) si misura con Pietro Benamati (Identità e territorio, già sindaco dal 1992 al 1996, e con Claudio Pasqualin, già primo cittadino dal 2010 al 2015. A Sant’Angelo di Piove di Sacco (7.289 abitanti: 12 consiglieri) si sfidano la vicesindaca uscente Angela Furlanetto, al timone della lista Per Sant’Angelo-Celeseo-Vigorovea, con il sostegno del centrodestra, e Moreno Maniero, leader del team di centrosinistra Sant’Angelo insieme-Vigorovea-Celeseo-Moreno Maniero Sindaco. Si vota anche a Pernumia (3.756 abitanti): il primo cittadino uscente, Marco Montin, è in lizza con Futuro Impegno Solidarietà. Se la vedrà con Silvia Tognin, che guida la lista Pernumia Libera. A Cogollo del Cengio (3.106 abitanti), l’unico Comune vicentino, tra i dieci chiamati al voto, che si trova in Diocesi di Padova, vuole il terzo mandato consecutivo Piergildo “Gildo” Capovilla. Lo sfidante è l’architetto Massimiliano Maculan, già responsabile economico della parrocchia. Promette emozioni forti anche la partita che si giocherà a Castelfranco Veneto (33.500 residenti). Dopo l’elezione in consiglio regionale di Stefano Marcon, si affrontano Luca Pozzobon (che oltre alla sua civica può contare su Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) e Maria Ghimenton (con Pd, Castelfranco Può e Castelfranco Civica). Ghimenton potrà avvalersi del sostegno di Valentina Magrin, nipote di Tina Anselmi. In corsa anche Daniele Manente (Avanti Castelfranco), Diego Giovine (Onestà e Trasparenza) e Paolo Ceschini (Nova Repubblica, lista legata a Resistere Veneto di Szumski).
In questo 2026 molti Comuni sono chiamati a votare per l’elezione del sindaco e il tutto nasce da uno slittamento legato alla prima pandemia di Covid-19. Molti Municipi, infatti, hanno votato nel secondo semestre del 2020 a causa del coronavirus, che aveva portato a tenere in autunno tornate elettorali altrimenti previste nel pieno della prima ondata. Stesso discorso per chi è andato alle urne nell’autunno del 2021: qui i cittadini saranno chiamati al voto nella primavera del 2027.