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«L’idea della giornata è quella di mettere al centro la relazione educativa che un insegnante di religione è chiamato a costruire con ogni ragazzo di qualsiasi età che gli viene affidato per essere accompagnato nel suo cammino formativo. Una relazione educativa fondata sull’ascolto attivo, sull’empatia e sulla connessione emotiva». Sono le parole con cui don Giorgio Bezze, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale dell’educazione e della scuola, dell’università e della cultura, esordisce per raccontare cosa sarà il Convegno diocesano rivolto agli insegnanti di religione di ogni ordine e grado che si svolgerà domenica 27 settembre dalle 9 alle 13.
Il titolo dell’edizione di quest’anno sarà “Diritti al cuore” e si svolgerà presso il teatro dell’Opsa a Sarmeola di Rubano. L’Ufficio che organizza il Convegno ha come partner per questa e le altre proposte formative dell’anno scolastico 2026-2027 la fondazione Bortignon, l’Istituto superiore di scienze religiose (Issr), la Federazione italiana scuole materne (Fism) e la Federazione istituti di attività educative (Fidae).
Il titolo «richiama l’attenzione sul cuore delle persone, sul loro centro originario e pulsante. E partendo da questo l’importanza delle relazioni per ogni insegnante di religione. Le relazioni primariamente con i ragazzi poi con tutte quelle figure legate all’ambito scolastico: i colleghi, il dirigente, i genitori, le famiglie». Don Bezze, ragionando sugli aspetti che emergeranno nel Convegno, specifica che uno degli obiettivi dell’insegnamento della religione è portare il discente a una crescita umana, facendo affiorare l’uomo autentico che c’è dentro ogni ragazzo. «Quando avviene, si realizza ciò che il Vangelo ci chiede: accompagnare ciascuno verso un’umanità vera, buona e libera. È questo il segno più bello di un Vangelo che, anche quando non viene annunciato direttamente, può essere accolto e fatto proprio».
Nella mattinata del 27 sarà presente la psicoterapeuta Silvia Destro che svilupperà il tema e coinvolgerà l’assemblea. «All’Opsa ribadiremo l’importanza dell’ascolto dei ragazzi. I docenti a volte, magari presi dal seguire o concludere il programma, dimenticano questa attenzione. Bisogna partire dall’ascolto dei bambini e dei giovani per incontrare i loro bisogni e le loro domande. Nella mattinata inizieremo proprio da questo aspetto, attraverso delle interviste fatte durante l’estate con domande sull’insegnante di religione e sulla sua ora».
Durante l’anno scolastico sono previsti altri appuntamenti formativi che avranno sullo sfondo il medesimo titolo, “Diritti al cuore”. «Abbiamo tentato di armonizzare tutte le proposte sul filone della relazione educativa», puntualizza don Bezze. Sono previsti diversi incontri a cui gli insegnanti potranno aderire registrandosi nell’apposita piattaforma. Tra gli altri ci sarà un’introduzione all’Islam «perché l’insegnante di religione sia in grado di conoscere e saper dialogare con giovani di questa fede»; poi una formazione sulle emozioni, sull’affettività e sessualità. Non mancherà anche un incontro che proporrà di rileggere la Divina Commedia come un vero e proprio itinerario spirituale.