Fatti
Da teatro della Prima guerra mondiale a laboratorio di pace: Asiago ha scelto di trasformare la memoria storica in responsabilità concreta adottando, lo scorso 3 ottobre, la “Dichiarazione di Asiago per un’Europa di pace”. L’iniziativa ha concluso la tappa sull’Altopiano del Giro d’Italia per la Pace e ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Andrea De Domenico, capo dell’Ufficio Onu per il Coordinamento degli affari umanitari in collegamento da Kiev, e Marco Mascia, presidente del Centro di ateneo per i Diritti umani dell’Università di Padova.
Primo promotore dell’incontro è stato L’Altopiano per la Pace, gruppo apartitico e aconfessionale di cittadini nato dall’idea che la pace sia una responsabilità quotidiana basata su conoscenza, ascolto e tutela della dignità umana. Nel 2026 il gruppo ha collaborato con il Comune di Asiago per organizzare la tappa del Giro d’Italia per la Pace proponendo incontri con le amministrazioni, momenti di memoria, educazione alla pace e confronto sui conflitti contemporanei. «Abbiamo ricevuto grande sostegno dai Comuni dell’Altopiano, a partire da Asiago che ha ospitato l’evento del 3 ottobre al Teatro Millepini, dai parroci e dalla popolazione – spiega Angiolo Lenci, portavoce del gruppo – Anche la lampada della pace di Assisi, simbolo di fraternità e responsabilità condivisa, è stata accolta con entusiasmo dai Comuni di Lusiana Conco, Enego, Gallio, Rotzo, Roana e in molte contrade di Asiago».
La Dichiarazione di Asiago traccia la visione di un’Europa che costruisce un ordine mondiale di pace basato sul diritto internazionale e sul multilateralismo, che ripudia la guerra, che fa rispettare il principio della legge uguale per tutti, che rifiuta la corsa al riarmo e l’uso di doppi pesi e doppi misure di fronte ai crimini in Ucraina e a Gaza. Un’Europa che promuove il dialogo e la diplomazia, accoglie i migranti, incentiva la solidarietà, la coesione sociale e la transizione ecologica. Un’Europa che ritrova il coraggio dei padri fondatori di trasformare le macerie di due guerre mondiali in un progetto di pace e riconosce nella dignità e nei diritti di ogni persona il fondamento della libertà, della giustizia e della pace. La Dichiarazione si conclude con un invito: «Chiediamo a ciascuno di non limitarsi ad aderire a questi principi ma di assumere […] la propria parte di responsabilità per realizzarli. La memoria ci consegna un impegno: fare della pace non soltanto un ideale, ma una scelta politica, civile e personale, da costruire ogni giorno».
I prossimi passi? «In occasione della Giornata mondiale dei diritti umani del 10 dicembre, organizzeremo una fiaccolata ad Asiago verso il Sacrario per ribadire che i diritti umani vanno di pari passo con la pace» conclude Lenci.