È risorto. Dio riscatta, nel corpo morto di Gesù di Nazareth, tutta la storia dell’universo trasfigurandola in una nuova luce, in una dimensione altra, quella della risurrezione. Dove tutto viene rimesso in gioco per una nuova creazione... Nella risurrezione tutto viene rimesso in gioco per una vita che va al di là della nostra capacità di previsione, calcolo, immaginazione
“Il tempio resterà inagibile per molti anni, forse decenni; turisti (milioni ogni anno) si riverseranno altrove, magari al vicino Louvre; ma molti fedeli in preghiera al parvis antistante attendono una risposta”.
La Pasqua ci ha connessi oggi e per sempre con la sorgente della vita: ci dona di vivere la santità nell’oggi, consapevoli che non abbiamo altro tempo per essere santi
La musica dei The Sun è la colonna sonora dei percorsi formativi che, dallo scorso settembre, stanno coinvolgendo i giovani dell’Unità pastorale di Villafranca Padovana. Il 7 aprile i ragazzi delle dieci parrocchie hanno vissuto un workshop sui testi della rock band thienese, ma l'attesa è tutta per il concerto del 15 giugno in piazza Italia a Villafranca, per cui i preparativi sono già in atto.
Dall'altare della chiesa di san Paolo, a Mosul, dove riposano le spoglie del vescovo martire, mons. Paulos Faraj Rahho, giunge il messaggio di Pasqua del nuovo arcivescovo mons. Michaeel Najeeb Moussa. Attorno a lui solo una quindicina di famiglie cristiane, le uniche rientrate fino ad ora in città dopo la persecuzione dello Stato Islamico. "Costruire ponti di fraternità, demolire muri e seminare speranza”. Passa da qui la nuova vita di Mosul e la rinascita dell’Iraq
Non sappiamo quest’anno che tipo di settimana santa celebreremo. Non essendoci la luce, molti rimangono anche senz’acqua e altri non possono neanche riscaldarsi una zuppa di verdure. Pensavamo di aver toccato il fondo, eppure quante amarezze ancora per tanti morti e profughi. Rimangono i vecchi e i bambini. Con uno stipendio, una famiglia non arriva a fine settimana. E poi, vietato ammalarsi!
Ad officiare le funzioni in questa chiesa spoglia, dipinta solo di bianco è padre Roy Snipes, un religioso noto come il prete cowboy per il cappello a tesa larga che indossa costantemente, anche durante le processioni. Nelle sue preghiere e nelle sue omelie non nasconde le critiche verso la scelta dell’amministrazione di edificare proprio sul terreno della missione un muro di circa dieci metri, fornito di telecamere e di strade di accesso facilitate per gli agenti dell’agenzia di immigrazione