L’iniziativa di far nascere il “Piccolo chiostro san Mauro” è stata un’idea ispirata alla solidarietà e all’attenzione per gli ultimi, condivisa da tutta la comunità parrocchiale del Ss. Salvatore. Un’idea che nasce grazie all’azione di sacerdoti lungimiranti come don Giuseppe Borgna, don Giuseppe Ubicini, mons. Giuseppe Torchio, don Enzo Boschetti e don Franco Tassone. Il progetto è stato portato avanti con tenacia dal consiglio pastorale parrocchiale e da quello degli affari parrocchiali della parrocchia
"Riceviamo testimonianze di persone che si sono convertite o riavvicinate alla fede dopo tanti anni in Asia, in Africa, in Australia, negli Stati Uniti, in America Latina, in Europa. È qualcosa di straordinario. Vedo i frutti di quello che ha fatto, pur avendo vissuto soltanto 15 anni". Lo racconta Antonia Salzano, la mamma di Carlo Acutis dichiarato venerabile da Papa Francesco: "Se facevamo un viaggio, la sua preoccupazione era trovare una chiesa vicino all'albergo"
La nuova annata oserà di più, trattando temi come la violenza sulle donne e l’abbandono dei minori, sempre in uno stile che oscilla tra il fumettistico e il drammatico.
Ginnastica dolce, laboratori di cucina, arti orientali, corsi di pittura, medicina cinese o informatica. C’è questo ed altro tra gli 84 progetti per l’invecchiamento attivo finanziati dalla Regione con il primo bando del piano triennale rivolto alla terza età. Alle proposte, presentate da 37 Comuni, 33 enti del terzo settore tra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, 14 Ipab, due aziende sanitarie e dall’Università di Padova, sono andati 2 milioni di euro, divisi in contributi dai 20 ai 30mila euro per ciascun progetto. I fruitori finali sono i 600mila persone tra i 65 e i 75 anni, cioè i più giovani del pianeta anziani, che in Veneto vanta una popolazione di oltre un milione e 100 mila residenti.
Si è spenta una figura importante nella storia della Confesercenti, Vittorio Romano, che all’inizio degli anni settanta è stato tra i primi commercianti di alimentari a partecipare alla costituzione dell’associazione AELA che nel 1971 avrebbe dato vita, insieme agli ambulanti e ai benzinai, alla Confesercenti Padovana, l’associazione delle micro imprese commerciali.
Non ha mai corteggiato le mode, è andato spesso controcorrente, anche quando si è trattato di sfidare la mitologia imperante della contestazione studentesca e il mito pseudo-salvifico della violenza purificatrice. È stato un poeta in musica, questo è sicuro, che ha avuto il grande merito di avvicinare i giovani alla poesia e di far loro capire che la letteratura non è estranea alla vita, ma anzi, sa tradurre ciò che ci sembra inesprimibile in parole umane. Il perdono ai suoi rapitori è stata la prova reale che la ricerca di Dio del Faber non si fermava alla parole. Anche se le sue parole e le sue note hanno tracciato un capitolo della letteratura e della musica d’oggi
Mancavano solo Giuseppe e Maria, per il resto, chi ha trascorso insieme a noi il pomeriggio di domenica 6 gennaio a Cazzago, si è sentito un po’ come a Betlemme, in adorazione di quel Bambino protagonista della scena. Tra i tanti personaggi, interpretati da alcuni abitanti del paese, (vestiti con abiti del tempo grazie alle laboriose mani del Gruppo Missionario), dai più piccolini ai più maturi, figuravano diversi modi per attendere quel Dio fattosi uomo.
Don Claudio Gioppo, nato il 28 novembre 1937, era prete dal 1967. Una vita per l'impegno con i giovani e nelle Forze Armate. Persona cordiale, alla mano e di facile relazione, si è spento improvvisamente mercoledì 9 gennaio.