La scelta politica di Mattarella per il Quirinale (peraltro indicato come "l'ultimo dei Morotei") appare come un suggello al sogno moroteo di un bipolarismo in grado di superare le angustie della politica del suo tempo e di prefigurare una divisione fra progressisti (tra i quali lui si annoverava) e i conservatori. Una linea di cultura politica e di politica culturale che fu drammaticamente stroncata dalla violenza brigatista.
Nato a Palermo nel 1941, vedovo e padre di tre figli, Sergio Mattarella la passione per la politica la respira fin da piccolo. Il padre, Bernardo – già militante nel partito popolare di Sturzo e tra i fondatori della Democrazia Cristiana – è parlamentare dal 1946 al 1971, più volte ministro e tra i membri della direzione nazionale del partito.
Iniziano sette anni cruciali per l’Italia e in particolare per il suo fragile sistema politico. Il nuovo presidente nel suo discorso di insediamento si è presentato come arbitro, tutore della puntuale applicazione delle regole. Nella speranza che tutti i “giocatori” sappiano fare fino in fondo la loro parte.
Nell'estate del 1990 tutti i ministri della sinistra democristiana si dimisero dal governo, per protesta contro la scelta di porre la fiducia sulla legge Mammì, considerata un regalo a Berlusconi. C'era Mattarella e c'era anche il padovano Fracanzani.
La biografia di un uomo cresciuto in una famiglia dalla forte passione politica, ma arrivato all'impegno in parlamento solo a quarant'anni. La rotta indicata dal suo discorso di insediamento, la nuova stagione di riforme a cui sarà chiamato a sovrintendere. E quelle clamorose dimissioni in polemica con la legge Mammì. Leggi tutti i servizi del nostro speciale su Sergio Mattarella.
Il 27 febbraio si chiudono le iscrizioni al corso di formazione per l’aggiornamento degli insegnanti realizzato da Fttr e dipartimento di fisica e astronomia dell’ateneo. A marzo quattro incontri che spazieranno dalla scienza alla teologia, fino alle relazioni.