Autonomia abitativa. Un servizio di sostegno alla residenzialità
Il servizio dedicato agli ospiti con disabilità accompagna percorsi graduali di autonomia verso la vita in appartamento, nel rispetto del diritto all'autodeterminazione. La referente Costanza Indrio: «Uno strumento prezioso per una scelta abitativa consapevole»
Come si rende un luogo “casa”? Fondazione Irpea segue tutti gli ospiti con disabilità delle proprie strutture con un servizio dedicato, per orientare una scelta più consapevole, nel rispetto del loro diritto di autodeterminazione. «Il Servizio di sostegno domiciliare – spiega la referente Costanza Indrio – rappresenta uno strumento prezioso per costruire percorsi graduali di autonomia rivolti alla persona con disabilità, in particolare quando si apre la possibilità di un futuro in appartamento». Attraverso interventi educativi personalizzati, l’operatore o l’educatore affianca la persona una o più volte alla settimana in attività concrete legate alla vita quotidiana: autonomie domestiche, gestione dei tempi, utilizzo dei mezzi di trasporto, conoscenza del territorio e progressivo avvicinamento alla vita di gruppo. «Questi percorsi permettono alla persona di sperimentarsi realmente nell’abitare e di comprendere cosa significa vivere in un contesto abitativo condiviso» continua Indrio. Parallelamente, il percorso consente all’équipe educativa, alla famiglia e alla persona stessa di osservare con maggiore chiarezza punti di forza, bisogni, desideri e aree di crescita rispetto alla possibilità di vivere in appartamento. «In questo modo, la scelta abitativa può diventare più consapevole e fondata sull’esperienza concreta. Il sostegno domiciliare, quindi, accompagna la persona dalla dimensione familiare o individuale verso una maggiore autonomia, favorendo al tempo stesso la conoscenza progressiva del gruppo e delle regole della convivenza. Anche i potenziali futuri coinquilini possono così conoscere gradualmente la persona, favorendo la costruzione di familiarità, fiducia reciproca e maggiore apertura alla futura convivenza».