“Insieme” è la parola chiave. Rimanda alla responsabilità collettiva che non può essere, naturalmente, uguale per tutti, ma che nemmeno può essere evitata.
Cosa rende la scuola oggi più di prima – ma, attenzione, vale il discorso dei riflettori accesi rispetto a quando invece erano spenti – un luogo “difficile”?
Ragazzi normali, ritenuti tranquilli, che si comportano in modo anomalo e magari nemmeno si rendono conto della gravità dei fatti di cui sono protagonisti.
Sono anni che cambiano i ministri, ma non cambia mai l’attitudine a fare, tra le prime cose, una riforma, miniriforma, controriforma, sull’Esame di Stato.
Vale la pena – senza smettere di vigilare per evitare deviazioni pericolose – di sospendere il giudizio immediato, la tentazione ideologica, cercando di fare quadrato sul senso profondo e sulle necessità della scuola di oggi.
Il problema è decidere quali sono i primi passi da intraprendere, il punto da cui partire perché evidentemente tutto insieme e contemporaneamente non si può fare.