Adesso la priorità è limitare i danni. Attivare al meglio le opportunità che ci sono, la didattica a distanza ma non solo, sfruttando le energie creative del mondo scolastico, di studenti e docenti.
Lo si è detto in mille modi diversi e l’insistenza sull’importanza dell’apertura delle aule scolastiche ha sottolineato la questione: la scuola è principalmente relazione, contatto, scambio.
Arriva, il concorso, a lezioni già iniziate, e non metterà in cattedra (di ruolo) gli insegnanti precari: lo farà retroattivamente dal prossimo anno, per chi lo passa.
Un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera dei giorni scorsi sottolinea un problema non nuovo ma sempre attuale: la credibilità e il prestigio sociale dei docenti.
Incontrare sul campo le regole provoca a pensare da subito alla dimensione della collettività e del bene comune, nodi centrali della questione “educazione civica”.