“Ogni singola parola di don Peppe era una parola profetica, capace di toccare le coscienze, schiarire le menti, infondere coraggio, innescare cambiamenti. Gli hanno negato quell’ultima omelia, senza capire che, così facendo, il suo messaggio sarebbe risuonato ancora più forte, amplificato dal martirio”. Ne è convinto don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, che ricorda don Peppe Diana a 25 anni dall’uccisione, sull’ultimo numero del mensile “Vita Pastorale” (marzo 2019). Pubblichiamo il testo integrale della sua riflessione.
Quaresima ossia 40 giorni dalla Pasqua di Gesù, ma anche dalla nostra, in particolare di quanti nella veglia pasquale vivranno la passione, morte e risurrezione del Signore Gesù diventando cristiani, ossia ricevendo i sacramenti dell'iniziazione cristiana, il battesimo, la cresima e l'eucaristia.
Uno striscione di fronte al Centro Missionario: «Liberate padre Gigi», per tenere viva l’attenzione dei padovani nei confronti di padre Pier Luigi Maccalli, negli anni ’90 in servizio alla SMA-NSA di Feriole, rapito in Niger lo scorso 17 settembre. Le parole del direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della missione, don Raffaele Gobbi.
Pastorale della carità. Da sempre Caritas punta alla cura della persona e a farlo coinvolgendo tutta la comunità. Grazie alla nuova iniziazione cristiana quello che sembrava un sogno può finalmente realizzarsi. "L'importante è che ovunque ci sia una pastorale della carità. Se poi si trasforma in Caritas è secondario".
L'iniziativa. 100 mila euro destinati dal Fondo straordinario di solidarietà per il lavoro alle popolazioni colpite dalla tempesta Vaia che tra ottobre e novembre ha sconvolto il Bellunese e l'Altopiano di Asiago. Saranno attivati 40 posti di lavoro della durata di sei mesi. Un segno della Chiesa padovana per esprimere la propria vicinanza, un modo per affiancarsi e camminare insieme con i territori colpiti.
Don Marco Cappellari, assistente dell'Unitalsi padovana e da pochi mesi vice assistente dell'Unitalsi triveneta, racconta la sua esperienza ventennale di pellegrino a Lourdes.
Se il “Festival sovranista” viene vinto da un ragazzo per metà di sangue egiziano si scatenano le polemiche. Quale sarà il prossimo passo? Leggi razziali all'Ariston? Cacciare i Negrita e sgomberare i Nomadi? Cronache musicali da una paese profondamente diviso, che forse avrebbe bisogno di uno di quei ritornelli swing di una volta capaci di calmarci e ricordarci quanto bella sia la vita.