Sono gli adolescenti tra i 14 e i 19 anni i vulnerabili. Così almeno vengono descritti dall’ultimo Rapporto Bes (Benessere equo e sostenibile) appena pubblicato dall’Istat.
La ricerca “Il costo sociale e sanitario della sedentarietà”, mette in evidenza le disparità territoriali che emergono, sottolineando gli effetti negativi della mancata attività.
Forse è la prima volta che in maniera così consistente la comunicazione penetra prepotentemente nel conflitto, perché l’informazione non passa solo per le vie istituzionali, non è affidata in esclusiva ai professionisti.
Secondo i dati Istat sulla dinamica demografica del 2021, ci sarebbero segnali incoraggiati anche se parlare di una vera e propria ripartenza non sembra ancora non è opportuno.