Per bambini e adolescenti che faticano a costruire relazioni e a sentirsi coinvolti dagli altri nella normalità, il tempo di emergenza pone ostacoli ancora più grandi lungo il loro cammino.
Quando Mattarella ha indirizzato lo sguardo verso il futuro del nostro Paese l’occhio si è rivolto alle nuove generazioni, alla loro forza, alla loro capacità propositiva e alle loro difficoltà di emergere nella nostra società.
Emerge un’Italia tripartita dall’immagine proposta dal Rapporto sulla Qualità della vita 2021 pubblicato da Il Sole 24 Ore: un Nord che viaggia con sicurezza, un Meridione che arranca e un Centro che si colloca a cerniera.
Rimaniamo muti e impotenti di fronte alle immagini che scorrono che mostrano bambine e bambini, giovani e famiglie schierati davanti a un filo spinato che separa la Polonia dalla Bielorussia. Continuiamo a sentirci colpiti dalle notizie dei naufragi di improbabili imbarcazioni che affrontano la traversata verso le coste del Sud Europa tra le onde novembrine del Mar Mediterraneo e rimaniamo quasi sbalorditi, quando apprendiamo che le stesse imprese sono tentate nel Canale della Manica da ragazze e ragazzi accampati a Calais che vogliono raggiungere il Regno Unito dalla Francia.
La trasformazione dovuta al Covid non ha ridotto le disuguaglianze, le ha solo distribuite in modo differente e a volte ha contribuito a separare in modo più ampio i ceti più agiati da quelli popolari.