Stando alle statistiche fornite dalla stessa Protezione civile ucraina, in una giornata sono stati compiuti 620 interventi, di cui 261 per eliminare le conseguenze dei bombardamenti degli insediamenti e delle infrastrutture civili, salvate 50 persone. Mentre nel corso di un’altra giornata (quella di sabato scorso) i soccorritori di Sumshchyna hanno fornito assistenza attiva a chi voleva andar via dalle città di Sumy, Lebedyn, Konotop, Velyka Pisarivka
L’Italia e l’Europa devono fare i conti con la necessità di assicurare gli approvvigionamenti essenziali ma anche con quella di non elevare muri pericolosi.
Le sanzioni decise, e quelle da decidere, avranno effetti negativi non solo sull’economia della Russia ma su quelle di tutti i paesi che con la Russia intrattengono rapporti economici.
“Per noi quanto sta accadendo è una cosa assurda. Non vediamo i motivi che giustifichino o spieghino tutto questo. Perché andare contro un paese che cerca solo di essere libero e democratico? Noi vogliamo stare con l’Europa e condividere i suoi valori”. Don Mikajlo Chaban, salesiano padre provinciale della Visitatoria Bizantina dei Salesiani, racconta a poche ore dall’inizio dell’attacco e dice: “Forse la Russia ha paura di tutto questo. Perché i russi potrebbero vedere come si vive da noi, la libertà che c’è, le possibilità che ci sono. E tutto questo potrebbe generare problemi a chi governa in Russia”
I prodotti di altissima qualità hanno la funzione di trainare il resto del settore, a patto che siano ben gestiti, promossi adeguatamente in tutto il mondo e non limitati sempre a mercati di nicchia.
“Abbiamo deciso di fare un viaggio in Ucraina per andare al di là delle cronache diplomatiche e militari e arrivare a capire le ricadute sulla gente comune del braccio di ferro che è in corso tra le grandi potenze”, spiega Antonio Labanca delle Missioni Don Bosco che, con la fotoreporter Ester Negro, ha trascorso cinque giorni tra Kiev e Leopoli visitando le diverse opere salesiane nel paese, parlando con i giovani e la gente comune oltre che con le autorità. Sono tornati portandosi dietro l’idea di un Paese che sa di essere una pedina in un gioco più grande, ma che non vuole rinunciare a rivendicare la sua indipendenza. E nel quale riecheggiano ricordi storici mai dimenticati, anche se nascosti
Mons. Vitalii Kryvytskyi, 49 anni salesiano vescovo di Kiev-Zhytomyr da circa 4 anni, parla al telefono con tono pacato e calmo e le parole che dice sono nette e chiare: “In caso di invasione dei russi, la Chiesa non abbandonerà nessuno e continuerà a lavorare per la pace”