Sarà il Congresso eucaristico internazionale più “alto” della storia, dato che si svolgerà agli oltre 2.800 metri di altitudine di Quito, la splendida città andina capitale dell’Ecuador. Ma sarà anche il Congresso che, in modo peculiare, non potrà che “partire dal basso”, dai tanti poveri che sono la parte maggioritaria di un Paese, l’Ecuador appunto, caratterizzato da forti diseguaglianze e da un recente aumento della violenza. “Fraternità per guarire il mondo” è il tema, quanto mai attuale sia nel contesto mondiale che in quello ecuadoriano, di questo evento ecclesiale, il 53° Congresso eucaristico internazionale, che Quito si appresta ad ospitare, dall’8 al 15 settembre, a 150 anni dalla consacrazione del Paese al Sacro Cuore
“Fraternità per guarire il mondo” è il tema, quanto mai attuale sia nel contesto mondiale che in quello ecuadoriano, di questo evento ecclesiale, il 53° Congresso eucaristico internazionale, che si apre oggi a Quito si e fino al 15 settembre, a 150 anni dalla consacrazione del Paese al Sacro Cuore. L’incontro, che vedrà la partecipazione di delegazioni di 53 Paesi, è preceduto da un simposio teologico sullo stesso tema. Per approfondire i tratti salienti di questo evento ecclesiale, il Sir ha intervistato padre Juan Carlos Garzón, segretario generale del Congresso eucaristico internazionale 2024
In Nicaragua, il Ministero degli Interni, espressione del regime di Daniel Ortega, ha cancellato lo status giuridico di altre 168 organizzazioni non governative. Solo nell’ultima settimana, sono state chiuse 1.820 ong, accusate, come di consueto, di non aver presentato i bilanci per il periodo 2008-2023 e di non avere rinnovato i propri organi direttivi.
L'avvocata e attivista Martha Patricia Molina, dagli Stati Uniti dove è esiliata, continua a raccogliere dati dei soprusi compiuti dal regime Ortega e Murillo contro sacerdoti, religiosi, attività caritative
Continui conflitti tra i diversi poteri. Lo scenario non è confortante: la presidente, Dina Boluarte, particolarmente impopolare e continuamente messa in stato d’accusa. E perfino il dittatore condannato per crimini contro l’umanità che, a 85 anni, aspira a candidarsi nuovamente alle presidenziali. Se l’America Latina vive un momento di grande fragilità istituzionale e democratica, il Perù sembra incarnare tutti gli “storici vizi” del Continente
Nove giornalisti arrestati in pochi giorni, tra cui una donna, sette dei quali chiaramente nel contesto delle contestate elezioni del 28 luglio scorso.
Prima arrestati e poi esiliati. Sono stati caricati su un volo per Roma, secondo quanto rivela il sito indipendente “100% Noticias”, sette dei sacerdoti arrestati in Nicaragua (su un totale di tredici) dalla polizia di Daniel Ortega.
Subito dopo le elezioni di domenica 28 luglio in Venezuela, il presidente cileno ha rafforzato i controlli alle frontiere. E il dibattito sull’accoglienza ai venezuelani, particolarmente divisivo, è tornato d’attualità. Un messaggio “profetico”, in controtendenza, arriva dai vescovi cileni, che lo scorso giugno hanno offerto alle Istituzioni, alla società civile e ai fedeli un’articolata riflessione sul tema, insieme a un deciso appello al Governo perché proceda a regolarizzare coloro che hanno un lavoro e una sistemazione, almeno 181mila persone, ma probabilmente molte di più