Quello di Papa Francesco è “un appello che giunge in un momento opportuno, in cui la Colombia sta riordinando le sue speranze e appelli, insieme al Santo Padre, per la liberazione di tutte le persone rapite, e l’invito è a farlo senza condizioni. Sentiamo la voce vicina di un’autorità morale in grado di ordinare la cessazione dei crimini contro l’umanità e delle violazioni del diritto umanitario internazionale”.
Un altro vescovo nicaraguense si trova in stato di detenzione. Lo confermano, in modo unanime, i maggiori siti indipendenti (tra questi, “Articulo 66”, “100% Noticias”, “Despacho 505”).
Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha annunciato lunedì la chiusura della sua missione permanente a Managua. Contestualmente, l’organizzazione ha affermato che la decisione è stata imposta da una “richiesta” del regime di Daniel Ortega, senza renderne note le motivazioni. “Su richiesta delle autorità nicaraguensi, il Cicr ha chiuso il suo ufficio a Managua, ponendo così fine alla sua missione umanitaria nel Paese”, recita la nota.
Le forti tempeste di vento e pioggia, che hanno colpito il Centro e il Nord dell’Argentina tra il 16 e il 17 dicembre, hanno causato almeno 15 morti e ingenti danni materiali nelle zone più colpite. Caritas Argentina, in una nota, comunica che “le Caritas diocesane e parrocchiali stanno fornendo assistenza immediata alle famiglie colpite fin dall’inizio.
Il distacco tra il No e il Sì è di circa dieci punti percentuali: 55, 75% contro 44,25%, in tutto un milione e 400 mila voti. Un risultato che è indicativo, pur con le sue indubbie specificità, del livello di crisi in cui versa la democrazia a tutte le latitudini
Il cardinale Eduardo Pironio è senza dubbio, uno dei vescovi che ha meglio incarnato, con fedeltà al Vangelo e creatività, la stagione del post-Concilio. Grande la gioia, in Argentina, ma al tempo stesso in tutto il Continente latinoamericano, in Vaticano e pure in Friuli (i suoi genitori erano emigrati da Pavia di Udine), per la sua beatificazione. Il rito si terrà sabato 16 dicembre, nel santuario nazionale argentino, la basilica di Luján, e sarà presieduto dall’inviato papale, il cardinale Fernando Vérgez, che fu suo segretario in Vaticano
“Mi rivolgo al Parlamento e alla Corte suprema: il destino del Paese e dell’ordine democratico è nelle vostre mani”. L’autore dell’accorato appello è il cardinale Álvaro Ramazzini Imeri, vescovo di Huehuetenango, in Guatemala, riconosciuta autorità morale nel Paese. Il card. Ramazzini assiste al primo vero tentativo da 70 anni a questa parte di realizzare in Guatemala una democrazia compiuta e una società più equa. Dopo le elezioni di agosto è iniziato un chiaro tentativo di “golpe al rallentatore”, con uno stillicidio di accuse e delegittimazioni che hanno riguardato il candidato del partito progressista “Semilla”, Bernardo Arévalo
Ignacio Labaqui, analista politico e sociologo dell’Università Cattolica Argentina, spiega al Sir che sia "esagerato" parlare di "minaccia alla democrazia": "Numeri alla mano, sarà un presidente estremamente debole"
“Per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli, i segni del cambiamento climatico sono lì, sempre più evidenti”, scrive Papa Francesco nella recentissima esortazione Laudate Deum. Ed eccoli, infatti, questi segni, tangibili e concreti, in una delle zone più fragili del pianeta e decisive per il futuro dell’umanità, la foresta amazzonica. Siamo a Tefé città che prende il nome dal fiume, e dal relativo lago, poco più vasto del nostro lago di Garda, quasi alla confluenza con il rio delle Amazzoni. La siccità che ha colpito l’intera regione dell’Amazzonia brasiliana ha, di fatto, prosciugato quel lago