È Rio de Janeiro la capitale mondiale delle violenze commesse dalla polizia, e in particolare degli abusi contro giovani e adolescenti di colore. Nessun giornale o Tg, al di fuori del Brasile, ha parlato della ventitreenne Anne Caroline Nascimento Silva, 23 anni, è stata uccisa durante un blitz della polizia in una strada della Baixada Fluminense. Era in auto con il marito, gli agenti della polizia stradale hanno sparato, secondo le ricostruzioni, nonostante il marito, che era al volante, stesse accostando dopo che gli agenti lo avevano fermato. “Tutti parlano della Francia? Ma da noi è sempre così, da molti anni ormai”, dice al Sir dalla metropoli brasiliana Itamar Silva, sociologo, attivista sociale afro
“Questa nomina è pura misericordia di Dio”. Queste le prime parole di mons. Luis José Rueda Aparicio, arcivescovo di Bogotá e presidente della Conferenza episcopale colombiana, dopo aver appreso l’annuncio del Santo Padre della sua creazione a cardinale nel Concistoro che si terrà il 30 settembre, in Vaticano.
La siccità dovuta al “Niño”, una delle peggiori dell'America Centrale, colpisce soprattutto il cosiddetto “corredor seco”, il “corridoio secco” che attraversa questa parte di America e si incunea in Honduras e in Guatemala. Paesi poverissimi, con economie di sussistenza, gravi problemi sociali e di delinquenza, una strutturale emigrazione causata dalla violenza e dall’indigenza. Popolazioni a cui mancava soltanto questo flagello, peraltro ricorrente: impossibilità a seminare i piccoli poderi, animali d’allevamento che muoiono come mosche, continui blackout elettrici e altre varie conseguenze collaterali
Si profila un ballottaggio, in Guatemala, per le elezioni presidenziali, dopo il primo turno di ieri, caratterizzato da alcuni scontri e accuse di brogli, in un contesto dove viene denunciata grande corruzione, frammentazione, sfiducia e proteste per l’esclusione di alcuni importanti candidati da parte del Tribunale supremo elettorale.
Centinaia di famiglie e comunità sono colpite dagli effetti del maltempo che ha colpito il centro-sud del Cile. Piogge di anomala intensità, all’inizio dell’inverno australe, hanno investito soprattutto le regioni del Maule, Ñuble e Bío Bío, paradossalmente le stesse che solo cinque mesi fa erano state devastate da una serie di incendi senza precedenti.
La Corte Costituzionale della Colombia, a sedici mesi circa di distanza della sentenza che aveva depenalizzato l’interruzione volontaria della gravidanza fino a 24 settimane, ha emesso ieri un nuovo pronunciamento, precisando che l’aborto non è né “legalizzato” né un “diritto fondamentale” in Colombia.
Prosegue inesorabile in Nicaragua la “stretta” del regime di Daniel Ortega contro la Chiesa. Le autorità, infatti, dopo aver già emesso un simile provvedimento per numerose diocesi e istituzioni ecclesiali, hanno ordinato alle banche di congelare i conti personali dei sacerdoti di alcune diocesi del Paese.
Mentre all’Avana, venerdì 9 giugno, il presidente della Colombia Gustavo Petro e i capi dell’Esercito di liberazione nazionale, ultima guerriglia di matrice marxista attiva in America Latina, firmavano l’accordo per un cessate-il-fuoco di sei mesi, necessaria premessa per un’intesa definitiva, a Cartagena, su iniziativa della Conferenza episcopale colombiana e del segretariato di Pastorale sociale, si incontravano i vescovi delle zone ancora coinvolte in conflitti e violenze, causati da molteplici soggetti: non solo l’Eln, ma anche i dissidenti delle Farc, i paramilitari del Clan del Golfo, bande criminali e narcotrafficanti di ogni tipo
L’accusa, in tutta evidenza pretestuosa, è quella di “riciclaggio”. L’intenzione, come appare in modo sempre più evidente, è quella di soffocare in modo “definitivo” la Chiesa cattolica in Nicaragua, di prenderla “per fame”, con l’obiettivo di silenziarla completamente, e di impedirle qualsiasi attività nel Paese. Il regime di Daniel Ortega, ormai da oltre due settimane, ha bloccato i conti bancari di numerose diocesi del Paese, della Conferenza episcopale, di altre realtà associative, formative, educative