Bruno Desidera

Bruno Desidera

Le suore di Madre Teresa espulse dal Nicaragua: “Siamo partite con un grande dolore, abbiamo lasciato i nostri poveri”

L'appello delle religiose: "Per noi la comunicazione del Governo è stata una sorpresa assoluta, abbiamo dovuto lasciare le nostre case rapidamente. Non abbiamo mai fatto alcun tipo di attività politica, e ci ricordiamo che il presidente Ortega aveva conosciuto Madre Teresa. Il nostro pensiero è sempre stato quello di servire i poveri. Certo, il Paese sta soffrendo, soprattutto la Chiesa, che è perseguitata. Non c’è libertà, ma anche la situazione economica è difficile, e sempre più manca il lavoro"

Omicidio suor Luisa Dell’Orto. Cappellini (Avsi Port-au-Prince): “Non era una sprovveduta, ha dato tutto fino alla fine consapevolmente”

Fiammetta Cappellini, referente dell’Avsi a Port-au-Prince, capitale di Haiti, conosceva bene suor Luisa Dell’Orto, la sessantacinquenne piccola sorella del Vangelo originaria di Lomagna, in provincia di Lecco, morta sabato in ospedale, a causa delle ferite riportate in un’aggressione armata avvenuta nella mattinata. Una delle tante che insanguinano il Paese

Colombia. Lo storico La Bella: “L’ambizione del nuovo presidente non è semplicemente governare, ma cambiare il Paese”

Comunque la si pensi, “è oggettivamente una svolta storica”. Addirittura epocale. Per la Colombia e il suo processo di pace, ma in parte anche per l’America Latina. Gianni La Bella, docente di Storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia, “storico” referente della Comunità di Sant’Egidio nel Continente e in particolare per le trattative di pace in Colombia, non ha dubbi sull’importanza della vittoria di Gustavo Petro al ballottaggio per le elezioni presidenziali

Il report dei Gesuiti sui migranti desaparecidos: nel 2021 un aumento del 291%

Sono sempre di più, perché sempre maggiore è il numero di coloro che tentano di attraversare il Messico (è di questi giorni la notizia dell’ultima “carovana” di 15 mila persone che si è messa in cammino dall’Honduras), nonostante le politiche ogni giorno più repressive. Anzi, proprio queste ultime spingono le persone che migrano a cercare rotte più pericolose. Persone che nel difficile itinerario di migrazione verso gli Stati Uniti finiscono inghiottite nel nulla

Perù ed Ecuador: il petrolio avvelena terre e popolazioni indigene. Nel silenzio generale, si leva la voce della Chiesa

È invisibile il petrolio che, costantemente, da anni, fuoriesce dalle tubature che trasportano il greggio dai giacimenti della zona amazzonica. Accade nelle regioni interne del Perù, ma anche nel vicino Ecuador. In questo caso, il petrolio non si diffonde in un oceano, ma nei fiumi e nei terreni, rovinando la vita agli indigeni, che vengono letteralmente avvelenati. “Gran parte degli sversamenti di petrolio avviene in zona amazzonica, nel silenzio generale. Nel Paese, in 24 anni, ci sono stati oltre mille sversamenti, negli ultimi 4 anni è finita sul terreno o in acqua una quantità di oltre 87mila barili di petrolio. I più colpiti sono i popoli indigeni, è una cosa scandalosa”, spiega Miguel Lévano Muñoz, referente dei programmi dell’Oxfam in Perù

Cile. Prosegue il cammino della nuova Costituzione, ma la strada è tortuosa e i dubbi sono molti

Il Cile avanza verso la nuova Costituzione, ma la strada, che sembrava spianata e promettente, si è fatta tortuosa. La bozza del testo, approvata lo scorso 14 maggio, suscita più interrogativi che certezze. Introduce novità e principi importanti e da lungo tempo attesi, in tema di diritti sociali, tutela dell’ambiente, accesso all’acqua. Ma rischia di essere la prima Costituzione al mondo che riconosce il diritto all’aborto. La Conferenza episcopale esprime alcuni dubbi e altri vengono espressi dai docenti universitari

Colombia. Per la prima volta in duecento anni, con Gustavo Petro, la sinistra ha concrete possibilità di conquistare il Governo

La Colombia si sveglia in uno scenario politico completamente nuovo, caratterizzato da una partecipazione buona, secondo gli standard colombiani (55%, il dato più alto degli ultimi vent’anni), anche se tra molte violenze, tensioni e resistenze. Il ballottaggio del prossimo 19 giugno sarà tra il leader della sinistra Gustavo Petro e il “Trump” colombiano, Rodolfo Hernández, spuntato dal nulla in poche settimane. Confermando le previsioni dei sondaggi, Petro è al comando (40,32%). Per la prima volta, in duecento anni di storia, la sinistra ha concrete possibilità di conquistare il Governo del Paese

Madre Rubatto, la santa dei due mondi che anticipò la “Chiesa in uscita”

C’è anche una “santa dei due mondi” tra coloro che verranno canonizzati domenica prossima in piazza san Pietro da Papa Francesco: madre Francesca Rubatto, al secolo Anna Maria Rubatto, nata a Carmagnola (Torino) nel 1844 e morta a Montevideo, capitale dell’Uruguay, nel 1904. In lei si fondono la “santità della carità” piemontese del diciannovesimo secolo e l’attenzione al popolo, e l’intensità tutta latinoamericana nella vicinanza ai poveri, ai malati, ai bambini. Dall’altra parte dell’Oceano è considerata, con fondati motivi, “la prima santa dell’Uruguay”. Soprattutto, può essere considerata una vera santa “del quotidiano”, anticipatrice di quella “Chiesa in uscita” invocata da Papa Francesco

La corsa all’oro in Amazzonia stermina gli indiani Yanomami. L’impegno della Chiesa per difenderli

“Siamo sull’orlo di un altro vero e proprio genocidio, in contemporanea con quella che può essere considerata la seconda grande ‘corsa all’oro’. Qui in Brasile le strade per evitare tutto questo sono già state percorse, senza esito, l’unica nostra speranza è la pressione internazionale”. L’appello arriva al Sir dallo Stato brasiliano del Roraima. La denuncia è di padre Corrado Delmonego, mantovano, missionario della Consolata, che da molti anni vive accanto agli indigeni Yanomami, nel loro territorio, lungo il fiume Catrimani