Bruno Desidera

Bruno Desidera

Colombia: vescovi chiedono che sia promosso un “vero dialogo sociale” con i partecipanti alla “minga indigena” giunti a Bogotá

Va promosso un “vero dialogo sociale” tra le parti, di fronte alle recenti manifestazioni e mobilitazioni delle popolazioni indigene, che si stanno spostando, in particolare dal dipartimento del Cauca, verso Bogotá, chiedendo un incontro con il presidente della Repubblica Iván Duque, nell’ambito della cosiddetta “minga indigena”, cioè uno spazio di organizzazione e mobilitazione comunitaria, che ha preso il via lo scorso 10 ottobre. 

Ecuador: consegnate al presidente Moreno le 109mila firme raccolte dalle associazioni familiari e pro life contro il Codice della salute

Il 26 settembre è il termine legale entro il quale il presidente della Repubblica, Lenín Moreno, dovrà pronunciarsi sul Codice organico della salute approvato dall’Assemblea nazionale e subito contestato da vasti settori della società ecuadoriana, tra cui la Conferenza episcopale, preoccupata perché lo strumento legislativo “propone l’aborto in modo ambiguo o indeterminato e classificandolo come emergenza ostetrica” e “impone visioni ideologiche del genere contrarie alle convinzioni etiche e alla scienza”.

L’Amazzonia continua a bruciare. Siccità e incendi dolosi mandano in fumo una straordinaria biodiversità

L’anno scorso era su tutte le prime pagine. Un anno dopo, mentre impazza il Covid-19, in pochi ne parlano. Ma l’Amazzonia, soprattutto in Brasile, continua a bruciare. Anche più dello scorso anno, quando la situazione già si era rivelata drammatica. A fuoco anche altre regioni di inestimabile valore naturalistico, come il Pantanal, al confine tra il Brasile e la Bolivia. Le testimonianze raccolte direttamente dal Sir evidenziano uno scenario sempre più allarmante.

Nella “tempesta perfetta” in America Latina l’impegno di carità e speranza degli ordini e delle congregazioni religiose

Tensioni sociali, esplose alla fine del 2019 in molti Paesi e poi sopite dall’arrivo del Covid-19, che riesplodono come e più forte di prima, per esempio in Cile e in Colombia, non appena le restrizioni vengono allentate. Quella che tre mesi fa, in un’intervista al Sir, il presidente del Consiglio episcopale latinoamericano, monsignor Miguel Cabrejos, definiva la “tempesta perfetta”, sta dispiegando nella grande regione dell’America Latina e dei Caraibi tutti i suoi effetti. Crescono, tuttavia, spazi di carità, umanizzazione, speranza, nei tanti gesti di solidarietà che sono stati promossi a livello ecclesiale. Tra questi spiccano quelli degli ordini e delle congregazioni religiose, presenti in modo capillare in tutta l’America Latina. Un segno importante, che porta con sé prossimità, ma anche lettura dei fenomeni, denuncia e profezia, come spiega al Sir suor Gloria Liliana Franco Echeverri, colombiana, suore dall’ordine della compagnia di Maria Nostra, presidente della Confederazione latinoamericana dei religiosi (Clar)

L’estate di violenza che insanguina la Colombia, tra narcotraffico, Covid-19 e casi giudiziari

Un’estate di violenza come non si vedeva da 15 anni a questa parte, proprio nel momento in cui il Covid-19 è letteralmente esploso tra la popolazione. Nel periodo in cui la Colombia diventava il quarto Paese latinoamericano in totale per contagi e vittime del coronavirus (e il terzo nell’ultimo mese dietro al Brasile e al Perù), con circa 10mila nuovi casi e centinaia di morti al giorno, nuovi massacri compiuti dai tanti gruppi armati ancora presenti nel Paese insanguinavano i dipartimenti più periferici. Secondo l’Onu, fino a metà agosto ci sono stati nel Paese 33 massacri accertati, e 7 da accertare. Ma perché questa ondata proprio ora? I gruppi armati stanno “approfittando” della pandemia per “regolare i conti”? Il Sir lo ha chiesto a padre José Darío Rodríguez Cuadros, gesuita, collaboratore dell’Università Javeriana e del movimento “Fé y Alegria”