In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, le organizzazioni della Chiesa cattolica latinoamericana e caraibica che compongono la rete continentale Clamor, collegata al Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), hanno chiesto agli Stati di dare rifugio ai migranti e agli sfollati a causa di vari tipi di violenza, conflitti interni e massiccia violazione dei diritti umani.
Altri circa 60mila nuovi contagi e oltre 2.600 morti in un giorno: il Covid-19 continua flagellare l’area dell’America Latina e dei Caraibi, con oltre trentamila nuovi casi e circa 1.100 decessi in Brasile e 700 vittime in Messico.
"Ho notato un cammino meraviglioso, la Chiesa non sarà la stessa di prima. C’è sicuramente un cammino sinodale che ci sta si fronte e che stiamo vivendo come Celam, dentro a un ripensamento della nostra struttura. Al tempo stesso, la Chiesa è chiamata a essere più semplice, essenziale, vicina alle persone, fraterna e solidale. Tutti dobbiamo sentirci parte della stessa Chiesa universale e camminare insieme: vescovi, sacerdoti, religiosi, laici…". Parla mons. Miguel Cabrejos, arcivescovo di Trujillo e presidente del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano, che raggruppa i vescovi delle ventidue Conferenze dell’America Latina e Caraibi
Nell’ambito della solennità del Corpus Domini, la cattedrale di Lima, capitale del Perù, si è svegliata rivestita con oltre 5.000 fotografie di persone defunte per Covid-19, che l’ufficio stampa dell’arcidiocesi ha ricevuto durante l’ultima settimana.
Papa Francesco ha telefonato ieri a mons. Orlando Brandes, arcivescovo di Aparecida (dove si trova il maggiore santuario del Brasile) manifestando la propria solidarietà ai brasiliani per la pandemia del Covid-19, che sta così duramente colpendo il Paese. Mons. Brandes ha riportato che il Santo Padre ha chiesto di dire al popolo che non solo prega per tutti, ma li accompagna sempre, “con il cuore molto vicino ai brasiliani”.