Forse, un po’ se la sentiva, sicuramente ci sperava, César Piscoya Chafloque. Tanto che, nelle ultime settimane, nei tre messaggi Whatsapp che aveva scambiato con il cardinale Francis Robert Prevost, ora Papa Leone XIV, dopo la morte di Papa Francesco e prima dell’inizio del Conclave, aveva sempre scritto: “Ora, devo pregare ancora di più per te”.
Le voci dalla Rete ecclesiale panamazzonica: "Si può parlare di un vero e proprio innamoramento di Papa Francesco per l’Amazzonia, che risale ai tempi della Conferenza generale dei vescovi latinoamericani di Aparecida"
Bergoglio fu vescovo ausiliare di Buenos Aires. Il suo attuale successore, mons. Cannavò, al Sir: "I due poli di ‘attrazione’ per i fedeli, in questi giorni, in città, sono stati due, la cattedrale e la basilica di San José de Flores. Moltissime persone stanno accorrendo: portano fiori, pregano intensamente, piangono la morte del Papa che sentivano ‘uno di loro’"
Daniel Noboa vince il ballottaggio in Ecuador contro Luisa González con un ampio margine. I vescovi esortano a rispettare la volontà popolare e a superare le divisioni per costruire un Paese fondato su fraternità, diritti e giustizia
Per il terzo anno consecutivo, in Nicaragua, tutte le celebrazioni della Settimana Santa che sta per iniziare, come la Via Crucis e gli atti penitenziali, si svolgeranno solo all’interno delle chiese, a causa delle restrizioni imposte dal regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo.
A poco più di un anno di distanza dalla dichiarazione dello stato d’emergenza e dalla militarizzazione, di fatto, del Paese, decise dal presidente Daniel Noboa, alla vigilia di un delicato ballottaggio per le elezioni presidenziali, l’Ecuador è nella stessa situazione di prima. Anzi, violenza e omicidi sono a livelli record.
Mons. Jean Désinord, vescovo di Hinche, racconta la testimonianza di suor Jeanne Voltaire e suor Evanette Onézaire, uccise a Mirebalais. “Martiri della fede”, segno della Chiesa che resta accanto al popolo nella violenza che insanguina Haiti
Due suore, Evanette Onezaire e Jeanne Voltaire, appartenenti alla congregazione di Santa Teresa, sono state uccise, lunedì scorso, a Mirebalais, località che si trova a circa cinquanta chilometri a nordest dalla capitale Port-au-Prince, oggetto di un attacco da parte della coalizione di bande criminali Viv Ansanm.
“Trascorrere quattro giorni ad Haiti, un Paese ancora immerso in una crisi prolungata e troppo spesso dimenticata dalla comunità internazionale, mi ha fatto capire l’entità delle sofferenze patite da bambini e ragazzi. Nel centro del Paese, le famiglie vulnerabili sono spinte sull’orlo del baratro, mentre il caos continua a privare i bambini di servizi vitali e a esporli a gravi pericoli. Il loro presente e il loro futuro sono letteralmente sotto attacco”.