Elliot Erwitt. Al museo Villa Bassi Ratgheb è stata inaugurata la mostra del grande fotografo con una trentina di piccoli scatti in formato 11 per 17 centimetri e rigorosamente in bianco e nero. Sono i ricordi più intimi
Armando Levi Cases, ingegnere ebreo padovano conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi in materia meccanico-siderurgica e in metallografia, si nascose nel monastero ai piedi dei colli Euganei dalla fine del 1943 fino al 4 giugno ’45. Il fratello minore Giorgio, privo di eredi, intorno al 1970 destinò alla sua morte tutti i testi sacri di famiglia e i libri di preghiere all’abbazia benedettina più un milione di vecchie lire perché servissero a incrementare il suo patrimonio librario
Giorgio Sangati, giovane attore, regista e maestro teatrale, si è avvicinato al teatro per caso durante gli anni del liceo a Padova. Formatosi poi alla scuola di Luca Ronconi a Milano, ha diretto lavori al Piccolo Teatro e a marzo debutterà a Palermo con una nuova produzione
Daniel Pennac Intervista al celebre autore francese che a dicembre ha calcato il palco dell’Mpx con il suo ultimo spettacolo. L’autore racconta il suo teatro nato dall’esperienza dell’insegnamento con bambini con gravi difficoltà e il suo rapporto con la trascendenza
Summertime choir Trent’anni fa il coro nacque in parrocchia a Santa Rita. Oggi è un sodalizio di volontariato artistico conosciuto in tutta Italia che mette insieme la grande passione per il gospel e la solidarietà. E per chi ne fa parte è un’esperienza che completa l’esistenza
Jone Suardi Scaiella di recente è stata insignita del riconoscimento di padovana eccellente grazie alla sua opera artistica. Originaria di Monselice e aponense da sempre, la sua “seconda vita” iniziò a 47 anni al liceo artistico Modigliani e successivamente all’Accademia
«Noi astrofisici siamo abituati a ragionare in miliardi di anni, ma faccio comunque i complimenti all’Università di Padova per i suoi otto secoli di storia». Sorride sornione Adam Guy Riess nel suo saluto durante la Nobel lecture nell’aula magna di Palazzo Bo.
Negli anni Cinquanta la ditta di Enzo e Aldo Romaro costruì tre dei ponti pedonali cittadini che servivano a unire zone della città scollegate tra loro. Una mostra d’archivio lo racconta